2013.10.31 – Empietà
A mio avviso non esiste forma di razzismo più diffusa e radicata di quella che riguarda il nostro rapporto con i rom, i sinti e tutti quelli che, nella migliore delle ipotesi, siamo soliti definire nomadi.
Tra le tante accuse infami che i rom (li
chiamerò così per motivi di brevità) c’è quella di essere ladri di bambini. È
una calunnia del tutto priva di fondamento, ovviamente, che di tanto in tanto
riemerge e non trova mai il muro di indignazione che merita. Nei giorni scorsi
si è tornato a parlare di rom ladri di bambini in relazione alla vicenda di
Maria, piccola bulgara trovata in un campo nomadi in Grecia (1). Una questione
di povertà e ignoranza come molte, diventata purtroppo – anche grazie al modo
disonesto di fare giornalismo che domina ovunque – un pretesto per alimentare
una leggenda nera. Come se vicende simili non accadano al di fuori del mondo
dei rom…
Oggi leggevo un articolo che parlava di una vera e propria tratta di minori tra
Africa ed Europa, cui i Carabinieri del comando provinciale di Palermo hanno
meritoriamente messo fine. Sette gli arresti tra svedesi, norvegesi e italiani
(2). Nessuno di essi, manco a dirlo, è un rom. Fosse stato vero il contrario,
la televisione avrebbe dedicato servizi e trasmissioni speciali alla vicenda,
editorialisti prezzolati avrebbero riempito editoriali con accuse non circostanziate,
origliate non si sa dove e non si sa come. Invece, poiché si tratta di uomini e
donne stanziali (o non rom, se si preferisce), la notizia è passata sotto
traccia, sostituita dopo poco da altre vicende di cronaca. L’informazione del
XXI secolo è un forno sempre acceso, alimentato senza soluzione di continuità.
Ciò che lo tiene acceso dura il tempo necessario a diventare cenere ed essere
dimenticato.
A un rom può essere fatto di tutto. Accusato di essere ladro, sporco,
traditore, infido, egli non ha mai il diritto di difendersi. In seguito alla
vicenda della bambina bulgara cui si è fatto riferimento sopra, ovunque è
scattata la caccia all’infante bionda, come se i rom tali non possano essere. A
Dublino, il 21 ottobre, la polizia ha fatto irruzione in un campo nomadi, su
segnalazione di una famiglia di persone perbene, sequestrando (il verbo non è
usato a caso) una bambina con gli occhi azzurri e i capelli color oro.
Evidentemente si era convinti che, non essendo mora e olivastra, la bambina non
potesse che essere stata rubata a qualche famiglia non rom. Sottoposta al test
del Dna, la piccola è risultata figlia naturale della coppia con cui viveva
(3). Come è facile immaginare, nessuno pagherà per lo shock provocato alla
bambina e al dolore causato ai suoi genitori. Poiché rom, a queste persone non
è riconosciuta la presunzione di innocenza. Si può entrare come si vuole nel
loro spazio, togliergli cose, oggetti e persino figli. Nessuno protesta, tutti
applaudono, immemori della storia e privi di ogni minimo senso di solidarietà e
civiltà.
Provo molto fastidio quando sento dire che l’Occidente non è razzista. Lo è,
invece, e gli abitanti della nazione in cui vivo lo sono in maniera
particolare. Lo sono e se ne rendono conto, ma pensano di lavarsi la coscienza
correndo in chiesa a pregare, come se l’atto esteriore riuscisse a celare
l’empietà delle loro vite.
NOTE
(1): Cfr. http://www.corriere.it/esteri/13_ottobre_24/caso-maria-coppia-rom-bulgara-siamo-noi-veri-genitori-biondina-a11c1804-3cc3-11e3-b96f-84c91179c77b.shtml
(2): Cfr. http://palermo.repubblica.it/cronaca/2013/10/31/news/tratta_di_minori_contesi_fra_africa_e_europa_la_base_operativa_era_a_palermo_sette_arresti-69898200/
(3): Cfr. http://www.ilpost.it/2013/10/24/laltra-bambina-bionda-prelevata-a-una-famiglia-rom/