2013.03.04 - Titoli di studio

In questi giorni si fa un gran parlare di Matteo Renzi.

 

Molti dicono che, se ci fosse stato lui alla guida del Pd, il centro-sinistra avrebbe vinto le elezioni a mani basse.
I “se” e i “ma” – è noto – servono a consolare chi non può dimostrare le proprie tesi. Oltre a ciò, trovo fastidiosa la retorica del nuovismo.
Perché il Pd avrebbe bisogno di Renzi?
E, soprattutto, perché avrebbe bisogno di un leader per il semplice fatto che è giovane? La gioventù non è un difetto, ma non rappresenta nemmeno un merito.
Avere una faccia nuova purchessia, senza valutare quale politica proponga, mi pare l’ennesima dimostrazione che anche i progressisti stiano cedendo alla dittatura dell’immagine e della politica spettacolo.
I partiti – il Pd come gli altri – non hanno bisogno di uomini della provvidenza, bensì di idee e di doti umane e organizzative.

[...]
Renzi piace molto a destra, e questa a mio avviso è la più inutile delle doti. Una persona di destra non voterà mai il Pd, nessuno si faccia illusioni. Al di là del suo ego ipertrofico, poi, mi si dovrebbe spiegare quali meriti politici abbia l’attuale sindaco di Firenze, oltre all’essere in invidiabile forma fisica.

Cambiamo discorso. Anche Guido Crosetto è un millantatore. Eravamo a conoscenza del suo limitato talento politico ma non del fatto che la sua laurea in Economia in realtà non esiste (1). “Sono stato sciocco”, ha affermato l’esponente di quella gagliarda baldraccata elettorale che si chiama Fratelli d’Italia (2). Lui intendeva forse dire che è stato sciocco a mentire, mentre i maligni affermano che Crosetto tale era quando studiava, nel senso che era difficile fargli entrare in testa concetti minimamente complessi. Nel dire che l’ipotesi dei maligni trova conferma nel fatto che Crosetto ha come sodale politica Giorgia Meloni, proporrei una semplice riflessione: ma quando un uomo politico mente su dati elementari come le proprie generalità e i propri titoli di studio, come pensate possa essere sincero quando vi dice, ad esempio, che mai e poi mai intascherebbe una tangente?

La palma del genio della settimana passata spetta tuttavia a Piero Sansonetti, gran pupillo di Fausto Bertinotti, direttore per quattro anni di “Liberazione” e ora autore di questo straordinario articolo scritto per “Libero”: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1192446/L-unica-soluzione--Cav-al-Quirinale-per-mettere-fine-a-20-anni-d-ostilita.html .
Nell’esaminare figure come quelle di Sansonetti ci rendiamo conto per quale ragione Vendola e Ferrero riscuotano oramai i consensi di una bocciofila. Sel e Prc pagano le conseguenze del bertinottismo, della politica del velleitarismo più odioso, dell’inconcludenza elevata a sistema e della frequentazione dei salotti della borghesia. Non per incendiarli, si badi bene, ma per partecipare alle feste e ai ricevimenti più chic.
Diceva Mao – che su queste tematiche ha una discreta autorevolezza – che la rivoluzione non è un pranzo di gala. Bertinotti e i suoi discepoli hanno pensato bene di non tenerne conto. Non è necessario tentare di comprenderne le ragioni. Temo non ci sia nulla da capire, purtroppo.
Un uomo di sinistra non può preferire una cena con Valeria Marini a un incontro con gli operai di Porto Torres. Meno che mai un ricevimento in casa degli eredi della famiglia Borghese a un sit-in dei dipendenti precari dei call center. Tutto questo invece è successo e dobbiamo avere l’onestà di ammettere che – ancor prima di Bertinotti and company – la colpa è nostra che abbiamo taciuto di fronte a comportamenti tanto puerili e indegni.
Oggi Sansonetti è ospite assiduo di Bruno Vespa e scrive pure sui quotidiani berlusconiani. La sua disinvoltura morale è pari solo al suo pressappochismo intellettuale. Ci ha consigliato di rispettare quelli di CasaPound e di consentire loro di manifestare in santa pace le idee di cui sono portatori, ci ha detto che il 25 aprile è una festa ormai inutile ma ha esultato quando Vladimir Luxuria ha vinto “L’Isola dei famosi”. Già, perché evidentemente per quelli come lui le questioni sociali (dal lavoro al mancato riconoscimento dei diritti civili minimi per il mondo lgbt) si risolvono in prima serata tra lustrini e corpi femminili in vendita.
Complimenti, Sansonetti. Un futuro politico con Oscar Giannino e Guido Crosetto non te lo nega nessuno. Il livello umano è il medesimo e i titoli di studio – temo – pure.


NOTE
(1): Cfr. http://www.corriere.it/politica/13_marzo_02/crosetto-falsa-laurea_4d5f940e-8321-11e2-839d-17a05d1096bb.shtml
(2): Cfr. http://www.corriere.it/politica/13_marzo_03/crosetto-e-la-finta-laurea-sono-stato-uno-sciocco-fabrizio-roncone_5893b686-83c4-11e2-9582-bc92fde137a8.shtml