2013.04.08 - Il garante

Dice Giorgio Napolitano che nel 1976 Dc e Pci ebbero coraggio nell’aprire la stagione della solidarietà nazionale (1).

Ognuno può valutare quella stagione come più ritiene opportuno, ma occorrerebbe rendersi conto che quell’epoca è finita e che non è minimamente paragonabile a quella odierna.
È cambiato tutto, infatti. L’Urss è caduta, la guerra fredda è finita, il mondo non è più bipolare (o, se lo è, Pechino non è Mosca). Non c’è più il terrorismo, la crisi economica ha raggiunto livelli spaventosi, non ci sono più quei soggetti politici di massa.
Napolitano ha citato la stagione della solidarietà nazionale perché egli caldeggia il governissimo tra il Pd e il Pdl. Come se Pd e Pdl fossero uguali a Pci e Dc, come se Bersani e Berlusconi siano la stessa cosa di Berlinguer e Moro e, forse, come se i “moralizzatori fanatici e distruttivi” del M5S potessero essere accostati alle Br.
Napolitano è un inetto. Il suo livello morale è politico è pari a quello di Giuseppe Saragat e Giovanni Leone e il suo disprezzo della Costituzione è superiore perfino a quello di Francesco Cossiga. Neppure quest’ultimo si era piegato a “presidenzializzare” così tanto la nostra Repubblica. E nemmeno Cossiga si sarebbe permesso di aiutare Nicola Mancino e di silenziare la Magistratura che indagava sui rapporti tra Stato e mafia.
Napolitano è anche in malafede, per i motivi di cui sopra. Ci ha poi propinato Monti e Fornero con una sorta di golpettino ai danni di Berlusconi il quale ha avuto l’effetto paradossale di preservare l’uomo di Arcore e di farlo presentare alle elezioni come una verginella.
Lo ha fatto apposta?
Non credo, Napolitano non è così intelligente, e lo stesso dicasi dei suoi consiglieri.
Gli è andata bene, diciamo.
Già, perché Napolitano non è solo un inetto e un uomo in malafede. Egli, assieme a qualche elemento del suo partito, è soprattutto il garante. Di cosa lo sappiamo tutti, anche se nessuno di noi ha il coraggio di dirlo.


NOTE
(1): Cfr. http://www.corriere.it/politica/13_aprile_08/napolitano-finte-moralizzazioni-distruggono-politica_c04be878-a068-11e2-b85a-0540f7c490c5.shtml