2023.12.31 - Il probo Occidente

È certo, è ufficiale, è incontrovertibile. I cinesi ci spiano. I cinesi, si badi bene, non gli occidentali.

L’Occidente è quella meravigliosa parte di mondo in cui è stata inventata la democrazia. Su di essa sono incardinati tutti i governi di quest’area. Da che mondo è mondo, noi occidentali abbiamo un’altissima opinione di noi stessi e abbiamo tentato di plasmare a nostra immagine e somiglianza anche quelli che occidentali non sono. Se serve, tentiamo di esportare il nostro modello di vita anche con le armi, con risultati non sempre eccezionali.

Di certo noi occidentali non ci comportiamo come gli incivili del resto del mondo. A differenza di quelli cinesi, ad esempio, i nostri satelliti e i nostri sistemi informatici non spiano (i cinesi peraltro sono anche comunisti, per cui sono criminali a prescindere).

Democrazia liberale è sinonimo di rettitudine morale e di rispetto per tutti. Democrazia liberale è frutto del rispetto per i diritti di tutti.

L’articolo sotto lo sancisce una volta per tutte:

 

 

Da https://www.rainews.it/articoli/2023/12/google-patteggia-in-causa-da-5-miliardi-dollari-spiava-gli-utenti-anche-se-navigavano-in-incognito-fd6007fb-8d84-4821-877e-7ca4c566545c.html

Violazione della privacy

Google patteggia una causa da 5 miliardi dollari, spiava gli utenti anche se navigavano in incognito

 

Nelle scorse settimane Google ha annunciato Privacy Sandbox, l’iniziativa con cui BigG vuole minimizzare, fino a eliminarli, l’uso di cookie di terze parti nel suo programma di navigazione Chrome

 

Google ha raggiunto un accordo per archiviare una causa da 5 miliardi di dollari per violazione della privacy nell'ambito della quale veniva accusata di tracciare chi utilizzava la modalità "incognito" sul suo browser Chrome o altre funzionalità analoghe di altri programmi per la navigazione. 

L'azione legale collettiva, intentata nel 2020, sostiene che Google abbia ingannato gli utenti facendogli credere che le loro attività non sarebbero state monitorate se avessero navigato in incognito. Le tecnologie pubblicitarie di Google e altri strumenti del motore di ricerca (analytics, i cookies e le app) invece, avrebbero continuato a catalogare i dettagli delle visite dei fruitori nonostante l'utilizzo di una navigazione apparentemente "privata".

Una mossa, ha dichiarato l'accusa, che ha trasformato Google in un “inspiegabile tesoro di informazioni”, permettendo all'azienda di conoscere i loro amici, hobby, cibi preferiti, le loro abitudini di acquisto e perfino “cose potenzialmente imbarazzanti” che cercano online. "Google si è creato un tesoro inspiegabile di informazioni così dettagliate che George Orwell non avrebbe mai potuto immaginarlo" si legge nelle carte della causa intentata nei confronti del colosso dei motori di ricerca.

L'accordo, raggiunto giovedì, deve ancora essere approvato da un giudice federale. I termini economici del patteggiamento non sono stati resi noti. Gli avvocati dei querelanti avevano presentato una richiesta di 5 miliardi di dollari in risarcimenti e si aspettano di presentare una proposta di accordo definitivo in tribunale entro il 24 febbraio. Google non ha rilasciato alcun commento sull'intesa. 

Intanto nelle scorse settimane Google ha annunciato Privacy Sandbox, l’iniziativa con cui BigG vuole minimizzare, fino a eliminarli, l’uso di cookie di terze parti nel suo programma di navigazione Chrome in quanto permettono, ad agenzie e organizzazioni, di conoscere preferenze e abitudini delle persone, per costruire categorie di profili a cui mostrare annunci pubblicitari. Un esempio sono le ricerche effettuate sui siti di e-commerce, che possono essere ripresentate anche mentre si visitano altri portali, grazie alla condivisione dei cookie.

Google, nel primo trimestre del 2024, comincerà a ridurre la raccolta di tali elementi, così che l’1% degli utenti di Chrome lascerà meno tracce online.