2014.11.07 - Il patto del Nazareno

Come è noto, la ministra Marianna Madia, uscendo da quel raduno di venditori di pentolame difettato della Leopolda, si rifiutò di rispondere ai giornalisti che la stavano attendendo.

“Non parlo con voi perché non fate giornalismo di rinnovamento”, disse l’ineffabile esponente del governo, a tutti nota per la sua enorme preparazione politico-culturale.
I giornalisti – questa categoria tanto inutile quanto servile – che attendevano le sue parole manco fossero di fronte all’Oracolo di Delfi, non ebbero granché da eccepire. Hai visto mai che la prossima volta la ministra ci tratti ancora come pezze da piedi, deve aver pensato la maggior parte di essi. Nessuno mandò Madia dove è giusto mandarla, nessuno l’aggettivò come merita, nessuno fece notare un’ovvietà: la ministra quel giorno fu aggressiva per paura. Fu presa dal timore di non saper cosa dire e quindi si disimpegnò in quel modo arrogante e stolto. Una persona con un minimo di intelligenza e accortezza avrebbe rilasciato dichiarazioni di circostanza o non avrebbe detto nulla, ma qui stiamo parlando di Marianna Madia. Per questo mi stupì il fatto che nessuno fece l’osservazione più semplice: ma una persona così come fa a essere ministra?
Un paio di giorni fa, Marianna Madia si è imbattuta in quello che è il vero giornalismo di rinnovamento in Italia: “Chi” di Alfonso Signorini, l’aedo del berlusconismo. Due paginone del settimanale ritraevano la ministra intenta a mangiare, con legittima soddisfazione, un cono. Titolo del servizio: “Ci sa fare col gelato” (1). Non starò a sottolineare i doppi sensi sottintesi al fenomenale exploit titolistico di Signorini, sarebbe inutile.
Sarò politicamente scorretto. Signorini è una persona moralmente detestabile e deontologicamente scorretta (eufemismo), ma di certo, in riferimento a Madia, non poteva titolare “Ci sa fare con le leggi”. Questo non vuol dire, e mi pare superfluo sottolinearlo, che il servizio di “Chi” possa passare sotto silenzio. Un simile concentrato di misoginia, grettezza e volgarità è semplicemente vomitevole, e sorprende solo gli ingenui: i media di Berlusconi, come è noto, sono gli instancabili animatori della macchina del fango.
Non ce la faccio, però, a esprimere solidarietà alla ministra Madia. Voleva il giornalismo di rinnovamento ed è stata accontentata. Rifiutava le domande scomode, le osservazioni pertinenti, l’argomentare articolato ed è stata trascinata nel letamaio. Tra Madia e Signorini, dunque, non scelgo nessuno. Ognuno, pur se in campi diversi, incarna un modello detestabile e melmoso. Sto dalla parte delle donne, questo sì, ma non della ministra.
Piuttosto mi chiedo: ma perché Signorini tratta come una reginetta Maria Elena Boschi (pubblicando le sue foto in costume) e come un reuccio Matteo Renzi, mentre insulta Marianna Madia? Quale logica c’è in tutto questo? Madia è stata meno accomodante con lui? Gli ha negato un servizio “posato”? O, magari, è un avvertimento paramafioso al governo, del tipo “Noi possiamo appoggiarvi, ma, se vogliamo, possiamo anche distruggervi”?
Non sarà che il patto del Nazareno, più che da casa Verdini, passa dalla redazione di Signorini?



NOTE
(1): Cfr.
http://www.repubblica.it/politica/2014/11/05/news/madia_gelato-99815030/