2013.01.04 - Silenziare
Rimpiangeremo Silvio Berlusconi?
Non è da
escludere.
Mario Monti politicamente lo ricorda. Identico è il disprezzo che egli nutre
per le condizioni dei lavoratori, e i provvedimenti presi in un anno di governo
lo testimoniano.
In campagna elettorale, Monti sta invadendo le televisioni esattamente come fa
il leader del Pdl. Verso quest’ultimo io non nutro alcuna simpatia, e credo sia
superfluo ricordarlo, però non capisco per quale ragione se Berlusconi va a
“Uno mattina” tutto il mondo insorge, mentre se ci va Monti si fa finta che ciò
sia meno grave.
Monti è un’orribile figura neocentrista resa politicamente ignorante da un
tecnicismo esasperato. I centristi di una volta (Fanfani, Moro e giù giù, se vogliamo,
fino a Casini) potevano non essere apprezzati, ma di certo conoscevano bene la
politica. Sapevano farla, sapevano muoversi, avevano una loro abilità (magari
perversa), conoscevano le questioni di politica interna ed estera. Monti è un
contabile di bassa lega, un burattino nelle mani di Casini (il quale fesso non
è) che, al momento opportuno, gli sfilerà i calzini senza togliergli le scarpe.
Lo sgarbo istituzionale compiuto da Monti verso il Pd che lo ha appoggiato
incondizionatamente è da far west. Ciò detto, era prevedibile, e ingenuo assai
è stato Bersani a non andare alle elezioni un anno fa. Avrebbe stravinto. Ora
deve fare i conti con i centristi, i quali di certo non lo supereranno, ma
stanno facendo di tutto per mettergli i bastoni fra le ruote e per farsi pagare
molto cara l’inevitabile alleanza di governo post-elettorale. Aspettatevi un
Presidente della Repubblica cattolico (che comunque non ci farà rimpiangere
Napolitano) e una forte ingerenza vaticana nelle scelte di governo (non solo in
quelle relative ai diritti civili, ma anche nella scuola e nell’università).
Insomma, Casini e i suoi faranno quello in cui eccellono: non far progredire
questo paese.
A “Uno mattina” Monti ha detto che il Pd farebbe bene a “silenziare” le “ali
estreme” come Stefano Fassina e la Cgil (1). Un’espressione del genere
l’avrebbe usata solo un uomo poco accorto e ancor meno intelligente come
Achille Starace, il quale notoriamente non era nemmeno un democratico.
Monti ha espresso anche disprezzo per Renato Brunetta, soffermandosi più sulla
statura fisica di quest’ultimo che sulle sue capacità. Brunetta ha reagito in
un modo che oggettivamente lo ha fatto apparire un politico rispettabile,
consumato e acuto (e ce ne vuole) affermando che lui è abituato a battute scurrili
sul suo conto e che comunque, malgrado tutto lo divida da Fassina e dal
sindacato, egli mai si sognerebbe di silenziare alcuna persona. Se Monti
continua così, farà di Brunetta un De Gaulle.
Di leader capaci solo di insultare e di vomitare contumelie sugli avversari ne
abbiamo già parecchi e di Monti non se ne sente il bisogno. Abbiamo invece
necessità di gente capace e colta, intelligente, preparata. Di intellettuali e
non di nozionisti da quattro soldi. Di gente che sa, non di persone che
presumono di sapere. Di politici, insomma, non di uomini che usano toni
vigliacchi perché privi di argomenti.
NOTE
(1): Cfr. http://www.repubblica.it/politica/2013/01/03/news/monti_a_bersani_tagliare_le_ali_estreme_sarebbe_una_buona_cosa-49842844