2013.05.12 - La cura per i dettagli

Che ci volete fare? Ho un brutto carattere e convinzioni non eradicabili, per cui difficilmente cambio idea. Per me i fascisti rimangono tali anche quando dicono di non esserlo più e per me l’essere fascisti è la caratteristica peggiore che un essere umano possa possedere.

Per questo, quando ieri ho letto che un gruppo di persone ha fatto irruzione in un ristorante romano dove stavano cenando Renata Polverini e un gruppi di suoi amici, non ho provato alcuna contrarietà.
“Vergogna! Loro mangiano e Roma sanguina, senza risorse, senza sanità pubblica” hanno urlato i contestatori (1). Provate a dargli torto, se avete coraggio. Dispiace solo che i contestatori non abbiano rovesciato i tavoli. Punto.

Ieri a Brescia si è svolta la manifestazione contro i giudici voluta dal Pdl. In piazza, oltre all’onorevole Silvio Berlusconi, anche il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, quello dei Trasporti, Maurizio Lupi, e quello per le Riforme, Gaetano Quagliariello. Tre esponenti del potere esecutivo, dunque, hanno partecipato attivamente a un evento pubblico contro il potere giudiziario. Anzi, a una manifestazione che chiede di mettere la museruola alla Magistratura. Mi pare che il livello dello scontro sia salito. Ora non si può più parlare di scarso galateo istituzionale, siamo arrivati all’attacco palese alla Costituzione.
Anche a Brescia, la popolazione era arrabbiata. Renato Brunetta e Daniela Santanché sono arrivati nel luogo del comizio berlusconiano scortati dai Carabinieri in quanto la marea montante della contestazione (animata dalla sinistra extra-parlamentare e dai simpatizzanti del M5S) si era fatta piuttosto pericolosa.

Di fronte a tutto questo, il Pd tace, non fosse altro perché i suoi esponenti riscuotono la medesima impopolarità di quelli berlusconiani (si vedano le contestazioni dei giorni scorsi a Dario Franceschini e Stefano Fassina). Oggi Enrico Letta ha avuto la brillante idea di portare tutti i membri dell’esecutivo in ritiro presso l’Abbazia di Spineto, a Sarteano, un hotel a cinque stelle dove i ministri dovranno trovare il modo di “fare squadra”. Letta ha pensato a tutto, il popolo non ha soldi per entrare in un posto tanto esclusivo.