2013.02.10 - I comandamenti e i precetti del Partito Democratico

Non disperdere il seme. Non disperdere nemmeno il voto. Saresti un peccatore. Vota per il più forte, per quello che per anni ha calpestato i diritti della collettività facendo finta di niente.

Obbediscigli ancora quando dice, mentendo, che si opporrà alla destra. Ha sottoscritto un accordo con essa, ma lo nega in pubblico e quindi non ha firmato nulla. Lascia che le tue idee non valgano niente, evita che vengano rappresentate in Parlamento. Delega ancora il diritto di rappresentarti a chi ha appoggiato Mario Monti, non te ne pentirai.

Non avrai altri dei all’infuori di loro, ricordalo. Potenti, invincibili, imbattibili. Prendi Massimo D’Alema, è eterno. Prendi Walter Veltroni, doveva ritirarsi e andare in Africa ad aiutare i poveri e invece non lo schiodi da Roma nemmeno con il foglio di via. Prendi Franco Marini, Giuseppe Fioroni, Anna Finocchiaro: potresti vivere senza di loro?

Non dire falsa testimonianza. Lascia che ci pensi Nicola Mancino a farlo, e lascia che il cuginetto minore di Giuseppe Saragat e Giovanni Leone seduto sulla poltrona del Quirinale faccia distruggere le telefonate compromettenti. Il popolo non deve sapere. Il cuginetto minore, questo stalinista da tre soldi e mezzo, ha anche fatto il ministro dell’Interno, scrivendo una legge sull’immigrazione con qualche venatura lepenista e non si è degnato nemmeno di fare un minimo di luce sugli anni delle stragi. Però tutti dicono che è una brava persona. Viola la Costituzione un giorno sì e un giorno no, ma che vuoi che sia?

Non rubare. Ci pensa già Lusi a farlo. E anche Penati, se è per questo. Lo fanno già loro al posto tuo, perché vuoi emularli? Potrebbe essere pericoloso.

Caccia i mercanti dal tempio. Mandali tutti nel management del Monte dei Paschi di Siena. Lascia che rubino assieme ai fanatici cattolici di Santander. Lo fanno per generosità e perché non è giusto che tu sia indotto in tentazione.

Onora il padre e la madre. Onora anche i preti pedofili e quei cattolici che non permettono agli omosessuali di vedersi riconosciuto il loro diritto ad amare. I gay e le lesbiche non possono provare affetto, ricordalo. Lo dicono anche quelli del Vaticano, i quali invece sono i soli a capire il vero valore dei sentimenti. Hanno trovato una tomba anche per Enrico De Pedis, loro. L’amore è quello che ci impone Bagnasco. Lascia che il partito più grande prenda ordini da lui. Affida la tua vita alla Cei. Lascia che l’educazione sessuale sia impartita in parrocchia, loro sanno bene come si parla di sesso ai bambini.

Non uccidere. Poi insabbia come hanno fatto con le indagini sul G8 di Genova. Se sei bravo davvero, fai come Luciano Violante e vai a far finta di piangere sulla tomba di Carlo Giuliani mentre sei in combutta con Gianni De Gennaro. Non uccidere nemmeno i lavoratori, a cosa servirebbe? Ci pensano già loro a suicidarsi, tu voltati dall’altra parte. Fai anche sparare i lacrimogeni ad altezza uomo contro i manifestanti anti Tav: sono brutti, sporchi, cattivi e non sentono dolore.

Non nominare il nome di Dio invano. Non farlo, tanto assume solo raccomandati.

Non desiderare la roba d’altri. Goditi la purezza spirituale della tua esistenza da precario o disoccupato. Lascia che ogni mezza cartuccia intellettuale si faccia la sua Fondazione e intaschi i rimborsi elettorali. Lascia che quei soldi vadano a loro, sono progressisti e stanno facendo opposizione a Berlusconi. Ne hanno bisogno, capisci? A te cosa serve il denaro? Perché dovresti avere uno stipendio? Vivi alla giornata, ricordati lo spirito ribelle e un po’ naif del ’68.

Non desiderare la donna d’altri. Del resto, con cosa potresti invitarla a cena, visto che non hai un cazzo di stipendio?

Santifica le feste, non trascurarne nemmeno una. Frequenta i party che contano, potresti essere notato come è successo a Giovanna Melandri. Pensa, adesso dirige il MaXXi di Roma pur non distinguendo Carlo Carrà da Raffaella.

Un cammello può passare per la cruna di un ago ma un ricco non può avere accesso al regno dei cieli. È per questo che Bersani non vuole la patrimoniale, perché vuol farci vivere bene in Paradiso. Non incontreremo più Berlusconi, Dell’Utri, Briatore, Della Valle e Montezemolo. Questo vuol dire pure che lì, finalmente, governeremo a modo nostro: tutto il potere ai Soviet!

Consiglia i dubbiosi. Digli di non votare Ingroia, è il male assoluto. Hai visto che barba mefistofelica ha?

Insegna a chi non sa. Vendola è gay, Ratzinger ci rimane male se gli date troppo consenso.

Ammonisci i peccatori. Urlagli in faccia che il lavoro non c’è e che la finiscano di lamentarsi. Se diventassero tutti imprenditori, se sapessero farsi da sé come Matteo Renzi, l’Italia non avrebbe problemi. Si adeguino, dunque. La smettano di fornicare e si rimbocchino le maniche. E applaudano Matteo Colaninno.

Consola gli afflitti. Ricordagli che alle prossime elezioni sarà pure peggio: Lapo Elkann è giovane, figo e piace ai centristi, tutte buone ragioni per promuoverlo a candidato premier.

Perdona le offese. Ti hanno detto choosy, fannullone, bamboccione, viziato. Hanno inventato per te perfino una categoria inedita, quella di esodato. Ti sembrano offese queste? Non ti rendi conto che sono attestati di affetto?

Sopporta pazientemente le persone moleste. Ebbene sì, potrebbe essere Massimo D’Alema il prossimo Presidente della Repubblica.

Prega Dio per i vivi e per i morti. Fai addirittura come Bersani, afferma in ogni dove che anche se avrai il 51% cercherai di allearti con Monti. Vincere è amorale, non sia mai che si possa prendere qualche provvedimento a favore di chi sta peggio. Lasciamo che comandino gli altri anche quando le urne non gli riconoscono questo diritto. Non ricordiamoci degli ultimi, loro avranno il regno dei cieli. La Terra, questa Terra, lasciamola alle destre. Loro soffriranno dopo.



PS: Questo modesto pezzo è dedicato a Giuseppe Burgarella, l’edile siciliano disoccupato suicidatosi lasciando in mezzo al volume della Costituzione che aveva in casa un foglio con su scritto che l’Articolo 1 della legge fondamentale dello Stato afferma che la Repubblica italiana è fondata sul lavoro, per cui non può darsi una situazione in cui lo Stato non aiutasse i disoccupati ad avere un’occupazione (1). Burgarella è un “effetto collaterale” della politica odierna ed è uno dei tanti traditi da una sinistra di governo che si occupa di tutelare i forti e non si ricorda che il suo dovere morale, ancor prima che politico, è quello di tutelare chi ha meno.


NOTE
(1): Cfr. http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/notizie/cronaca/2013/9-febbraio-2013/operaio-disoccupato-si-uccide-la-costituzione-accanto-2113924305630.shtml