2013.04.09 - Cristiana Alicata e i rom

Detesto le primarie.

Le trovo una manifestazione di plebiscitarismo all’americana, non mi piacciono e non mi piaceranno mai. Credo molto nella democrazia rappresentativa (nonostante tutto) e poco in quella diretta. Sono un uomo all’antica, lo so.


Trovo molto ingenui quelli che fanno delle primarie un punto fermo della loro politica. Chi è nominato dal popolo non ha alcuna ragione per rispettare le regole interne di un partito e Matteo Renzi  è la dimostrazione di tutto ciò.
Alle primarie per il candidato sindaco del centro-sinistra romano ha vinto Ignazio Marino. Mi rallegro per lui: credo sia una discreta persona, anche se i suoi errori politici li ha commessi (non ultimo la sua vicinanza a Pietro Ichino).
La cosa più squallida delle primarie romane è stato tuttavia il comportamento di una certa Cristiana Alicata, esponente romana del Pd di ala renziana. Alicata ha polemizzato in quanto ha visto troppi rom in fila per votare (1). Oltre ad Alicata credo se ne siano lamentati anche quelli del Kappler fans club, il Ku Klux Klan e tre o quattro imbianchini austriaci che – chissà perché – non si tagliano i baffetti. Nessun altro.
Alicata, dunque, si duole per il fatto che i rom si rechino alle urne. A quanto c’è dato sapere, anche a loro è concesso di esprimere la loro opinione, per cui non comprendiamo le motivazioni che animano tanta acredine. Alicata presume che dietro la presenza di uno o più rom si celi sempre un atto illecito: un furto, una truffa, uno stupro e, magari, un sequestro di bambini. Si è vociferato che ai rom siano stati dati dieci euro per recarsi alle urne, ovviamente senza fornire prove a supporto di detta affermazione. Tranquillizzerei Alicata. I rom non sono più fessi dei non rom e per dieci euro non si muovono dal luogo dove vivono. Non gli si può dar torto.
Alicata non può sapere per chi abbiano votato i rom. Magari la maggioranza di essi ha votato il candidato vicino a Renzi, per dire, ma non è questo l’importante. Mi domando se Alicata si sarebbe lamentata così tanto se avesse visto in fila troppe giocatrici di pallavolo, troppi laureati, troppi fans di Renato Zero, troppi infermieri, troppi studenti fuori corso, troppe persone con le dita nel naso, troppi invalidi, troppi anziani, troppi seguaci di “Amici” di Maria De Filippi e così via. La risposta è no, ovviamente. E poi, di grazia, cosa vuol dire “troppi”?
Le ragioni per le quali Alicata si lamenta sono evidenti e non vale la pena sottolinearle. Provo sincero ribrezzo a pensare che una persona simile si definisca di sinistra, ma riconosco che Alicata è una persona troppo poco importante per turbare la mia tranquillità. Alicata afferma di non essere razzista e che denuncerà chi si permetterà di etichettarla in questo senso (2). Io non amo pagare parcelle agli avvocati e quel che penso lo tengo per me, ridendomene alla grande di queste minacce da quattro soldi.
Nella breve biografia presente nel suo sito, Alicata dice di sé: “Quando non dormo scrivo libri”. A occhio e croce, credo ottenga maggior successo di pubblico e di critica nei momenti in cui riposa. Continui a dormire con impegno e ne saremo contenti tutti, a sinistra come a destra.
Mi dimenticavo di dire, infine, che Alicata si è dimessa da ogni carica rivestita in seno al Pd mettendo la sua tessera di partito a disposizione di Pier Luigi Bersani. Questi, essendo un buon uomo, non la disinfetterà prima di toccarla. Così facendo compirà un gran bel gesto che speriamo non voglia rovinare non accettando le dimissioni di Alicata, alla quale, poiché non siamo adusi alla retorica, esprimiamo dal profondo tutto il nostro disprezzo.

 


NOTE
(1): Cfr. http://wordwrite.wordpress.com/2013/04/07/no-e-razzismo-e-statistica/
(2): Cfr. http://wordwrite.wordpress.com/2013/04/09/molto-sinteticamente/