2013.05.30 - Basso livello

Il camerata Gianni Alemanno, come si suol dire, è rimasto spiazzato. Ha detto che le elezioni romane sono andate in un certo modo perché c’era il derby. Poi ha detto a Ignazio Marino che nel secondo turno voteranno elettori diversi (giuro, l’ho sentito al Tg2!) e che quindi nulla è scontato.

Non ho intenzione di commentare oltremodo le dichiarazioni di Alemanno, il quale è un personaggio che non merita attenzione alcuna. Chi invece ha il diritto di essere presa in considerazione è la popolazione romana, amministrata in questi ultimi anni da una serie di personaggi che definire ridicoli è riduttivo. Cimiteri per i feti, tangenti sugli appalti, clientelismo nelle assunzioni: sono queste le ragioni per le quali la giunta di Alemanno viene ricordata, non certo per gli aspetti positivi (che, anche a volerli cercare con il lanternino, non ci sono).
L’esito delle elezioni amministrative ha spiazzato diversi osservatori, tra cui chi scrive. L’astensionismo ha ormai raggiunto quote tali da farci affermare senza alcun timore di esagerazione che la nostra democrazia è malata. È vero che in questi giorni la stampa ha attaccato Beppe Grillo e i suoi un giorno sì e l’altro pure (e il più delle volte senza fondamento), ma Grillo appare già in difficoltà. La sua proposta politica (che io rispetto, pur non essendo un grillino) sta mostrando vari punti deboli. È palese che il M5S ha un forte leader carismatico, ma è molto carente dal punto di vista strategico. La politica è un ambito che necessita di forte moralizzazione, su questo Grillo ha ragione, ma questo non vuol dire che politici ci si possa improvvisare. È stata a mio avviso di grande spessore la scelta di proporre Stefano Rodotà per l’incarico di Presidente della Repubblica, ma poi? Poi cosa è emerso? Molta buona volontà, certo, ma non altro. Lunedì Grillo ha giustificato la sua sconfitta con il post “Vi capisco”, che riporto integralmente da
http://www.beppegrillo.it/2013/05/vi_capisco.html .
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Vi Capisco

Non è corretto attribuire il (mancato) voto di ieri al M5S ai pennivendoli che da dopo le elezioni politiche diffamano h24 il M5S sui giornali e su tutte le reti televisive, notoriamente di proprietà dei partiti. Non è giusto. Il risultato delle elezioni comunali non è stato frutto di cittadini disinformati. Al contrario, il voto, in quanto comunale, vicino alla realtà quotidiana, è stato dato in piena coscienza. Non si tratta di italiani che hanno sbagliato per consuetudine o per dabbenaggine, ma di persone pienamente responsabili della loro scelta. Non diamo la colpa ai giornalisti o ai talk show, per favore. Possono aver inciso, ma non più di tanto. Il 50% o poco meno non ha votato. Il rimanente è andato alle coalizioni di Pdl e pdmenoelle e in parte al M5S. Capisco chi ha votato, convinto, per il condannato in secondo grado per evasione fiscale e chi ha dato la sua preferenza ai responsabili del disastro dell'ILVA, del Monte Paschi che hanno come testimonial il prescritto Penati. Capisco chi ha mantenuto la barra dritta e premiato i partiti che succhiano i finanziamenti pubblici e non chi li ha restituiti allo Stato. Vi capisco. Il vostro voto è stato pesato, meditato. Esistono due Italie, la prima, che chiameremo Italia A, è composta da chi vive di politica, 500.000 persone, da chi ha la sicurezza di uno stipendio pubblico, 4 milioni di persone, dai pensionati, 19 milioni di persone (da cui vanno dedotte le pensioni minime che sono una vergogna). La seconda, Italia B, di lavoratori autonomi, cassintegrati, precari, piccole e media imprese, studenti. La prima è interessata giustamente allo status quo. Si vota per sé stessi e poi per il Paese. Nella nostra bandiera c'è scritto "Teniamo famiglia". In questi mesi non ho sentito casi di funzionari pubblici, pluripensionati o dirigenti di partecipate che si siano suicidati. Invece, giornalmente, sfrattati, imprenditori falliti, disoccupati si danno fuoco, si buttano dalla finestra o si impiccano. Queste due Italie sono legate tra loro come gemelli siamesi, come la sabbia di una clessidra. L'Italia A non può vivere senza il contributo fiscale dell'Italia B, ma quest'ultima sta morendo, ogni minuto un'impresa ci lascia per sempre. Vi capisco comunque, la pensione, in particolare se doppia o superiore ai 5.000 euro, è davvero importante. Lo stipendio vi fa sopravvivere, che sia pubblico o politico non ha importanza. Il M5S ha commesso errori, chissà quanti, ma è stato l'unico a restituire, nella Storia della Repubblica, 42 milioni di euro allo Stato, a tagliare lo stipendio dei parlamentari e a destinare i tre quarti di quello dei consiglieri regionali siciliani alla microimpresa. L'Autunno Freddo è vicino e forse, per allora, l'Italia A capirà che votando chi li rassicura, ma in realtà ha distrutto il Paese, si sta condannando a una via senza ritorno. Vi capisco, avete fatto bene.

Ps: Ringrazio tutti coloro che hanno "rischiato" dando il loro voto al M5S che avrà a seguito di queste elezioni dove si presenta in 199 comuni, in quasi tutti per la prima volta, circa 3/400 nuovi consiglieri, raddoppiando quelli attuali.


Per quel che può valere la mia opinione, ho trovato arrogante quanto scritto da Grillo. E si sa che l’arroganza può essere l’inconscia espressione della propria debolezza. Non esiste l’Italia A contrapposta all’Italia B. L’Italia A non è composta di parassiti, come Grillo ritiene, e allo stesso modo l’Italia B non è il paese delle persone probe. Magari fosse così facile capire le ragioni della crisi italiana attraverso uno schematismo così misero. Chi prende uno stipendio pubblico di solito se lo suda, e se Grillo non lo sa è bene che se ne renda conto. Certi modi di pensare appartengono a persone come Renato Brunetta. Se Grillo li fa suoi, durerà quattro mesi. Dateci fiducia perché abbiamo restituito 42 milioni di Euro allo Stato, dice il comico genovese. Basta questo per essere considerati un partito serio e affidabile? Davvero il popolo deve accontentarsi di così poco?
Non sono così stolto da pensare che i risultati delle elezioni politiche siano esattamente sovrapponibili e paragonabili a quelli delle elezioni amministrative. Che il M5S non avrebbe ripetuto i risultati di febbraio era scontato, ma che avesse perso così tanti consensi no. Il partito pare iniziare a perdere l'appoggio dei delusi dalla politica e la capacità di intercettare la fiducia degli astensionisti, il che vuol dire che Grillo non è la medicina che può curare la malattia della nostra democrazia.
In queste ultime ore la situazione si è aggravata. Roberta Lombardi, donna di rara ignoranza e strepitosa inutilità, ieri ha inviato una e-mail ai suoi colleghi di partito in cui ha scritto: “Volevo scrivervi qualcosa per condividere con voi questa specie di assedio a cui siamo sottoposti, ma grazie allo stronzo/i che fanno uscire tutto quello che ci scriviamo o diciamo sui giornali, mi è passata la poesia. Grazie per averci tolto anche la possibilità di parlarci in libertà. Sei una merda, chiunque tu sia” (1). Sarebbe troppo facile ironizzare sulla signora Lombardi che è convinta di fare poesia quando scrive (Umberto Saba si rivolterà nella tomba…), però alcune domande vorrei porle. Ma il M5S non era un gruppo di persone che non aveva nulla da temere e voleva mettere tutto on-line? Grillo non era un fanatico della diretta streaming? Cosa ha da nascondere Roberta Lombardi? Perché non può dire al paese tutto quel che pensa dei suoi colleghi?
Beppe Grillo ha poi insultato Stefano Rodotà, colpevole di aver detto al “Corriere della Sera” che non si fa politica come il M5S ha fatto in questo periodo (2). Queste le parole del comico genovese: “Un ottuagenario miracolato dalla rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo di rifondare la sinistra” (3).
A certe parole non si deve rispondere nulla. Non serve. Se ne deve solo prendere atto per capire quanto basso sia il livello delle persone che ci troviamo di fronte.




NOTE
(1): Cfr. http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/grillo_m5s_lombardi_spie/notizie/285643.shtml
(2): Cfr. http://www.corriere.it/politica/13_maggio_30/rodota-grillo-sbaglia_d8985e46-c8f6-11e2-b696-db4a64575c16.shtml
(3): Cfr. http://www.corriere.it/politica/13_maggio_30/grillo-scarica-rodota_60259f9e-c92a-11e2-b696-db4a64575c16.shtml