2013.01.29 - Perennemente alla finestra
Gli aerei non cadono da soli. Ci sono voluti trentadue anni e mezzo per appurare definitivamente quello che chiunque sapeva. La notte del 27 giugno 1980 sui cieli italiani era in corso un’operazione bellica e il Dc9 dell’Itavia in volo da Bologna a Palermo fu centrato da un missile. Lo sapevano tutti.
Lo sapevano e lo sanno i vertici militari e alcuni uomini politici di questo paese. Quelli rimasti vivi, ovviamente.Lo sapevano e lo sanno, eppure non hanno mai parlato.
Il complice di un assassino non è meno criminale di quest’ultimo. Ha la sua stessa mentalità cui può aggiungersi un quid di pavidità in più.
Ottantuno vittime non hanno mai avuto giustizia. Chi ha fatto e fa finta di non sapere nulla continua a ucciderle ogni giorno.
La Corte di Cassazione ieri ha sancito che i familiari delle persone uccise devono essere risarcite dallo Stato (1). È una sentenza pronunciata in sede civile la quale non dice – non può farlo – chi siano i colpevoli della strage di Ustica.
I parenti delle vittime avranno denaro e una parte di verità, ma non sanno chi sia il responsabile di quella follia.
I soldi non restituiscono la vita e non fanno giustizia.
La colpa non è ovviamente dei magistrati della Cassazione, i quali al contrario vanno elogiati per aver pronunciato una sentenza sensata e ragionevole. La colpa (anzi, il dolo) è altrove: nel marciume politico di questa nazione indegna di essere chiamata tale. In anni di malgoverno democristiano, di corruttele indegne, di commistioni tra politica, servizi segreti e fascisteria variamente assortita, un’alleanza carnevalescamente anticomunista e filo-statunitense che ha fatto dell’Italia una democrazia meramente formale. Un Cile con un Pinochet perennemente alla finestra in attesa di intervenire.
NOTE
(1): Cfr. http://www.repubblica.it/cronaca/2013/01/28/news/ustica_stato_condannato_a_risarcire_vittime-51464446/