2013.06.18 – Autofagia
Il mondo occidentale ha, tra i suoi obiettivi dichiarati, quello di ritenere se stesso e il suo modello politico-istituzionale il punto più alto della storia.
La convinzione è talmente marcata che, da anni, con
un’ostinazione che sfocia nel parossismo, l’Occidente si è auto-assegnato la
missione di esportare la democrazia, qualsiasi cosa voglia dire quest’ultimo
concetto.
Chi scrive non ha la benché minima intenzione di tessere l’apologia dei vari
satrapi iracheni, libici e afghani rovesciati dagli statunitensi e dai loro
alleati, però non può tacere su un tema. L’Occidente, quest’entità politica
dall’ego ipertrofico, è davvero democratico?
Recep Tayyip Erdoğan, questo signore che spara sostanze chimiche sul popolo reo
di non volere che un parco pubblico di Istanbul diventi vittima dell’ennesima
speculazione edilizia, è o non è un figlio dell’Occidente? Questo islamico
moderato (così ci viene presentato), amicissimo del Partito popolare europeo
(gruppo politico di cui fanno parte anche Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando
Casini) che da anni si sforza di renderlo presentabile alle istituzioni
comunitarie e non solo, si rivela una volta di più un autentico dittatorello.
Sprezzante, Erdoğan sa di godere di una posizione di privilegio, quella di
essere amico degli Usa, i quali hanno in Turchia insediamenti militari dai
quali controllano il Medio Oriente. Forte di ciò, si permette di non rispettare
alcun diritto democratico e civile (1).
E che dire della Grecia, il cui popolo è ridotto alla fame dalle politiche
dell’Unione Europea? Qui siamo a un caso di autofagia. La parte più povera del
Vecchio Continente viene spolpata e divorata da quella più ricca. Le autorità
governative hanno imposto la chiusura dell’Orchestra sinfonica nazionale greca
(il cui ultimo concerto è stato drammatico) (2) e di Ert, la televisione di
Stato. Cultura e informazione, i perni su cui si basa la democrazia, sono stati
letteralmente svenduti sull’altare del risanamento dei conti pubblici
(risanamento per modo di dire, visto che misure di questo genere finiscono con
l’affossare definitivamente l’economia). Poche ore fa, per fortuna, il
Consiglio di Stato di Atene ha emesso una sentenza che ha, almeno temporaneamente,
bloccato la chiusura di Ert (3). Ma cosa succederà domani? Chi ci informerà
sulla drammatica condizione di vita quotidiana del popolo greco?
C’è da temere che la democrazia di cui ci dichiariamo difensori e portatori
goda di pessima salute e che siamo noi la causa della sua malattia. Anni di
liberismo sfrenato, di subdolo imperialismo e di subalternità culturale delle
sinistre hanno fatto sì che essa sia il funereo simulacro di se medesima. Senza
una ri-alfabetizzazione della politica, dinanzi a noi si aprirà un baratro,
quello dell’homo homini lupus.
NOTE
(1): Cfr. http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_17/turchia-giornalista-picchiato_853fe836-d71a-11e2-a4df-7eff8733b462.shtml
(2): Cfr. http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/spettacolo/2013/06/16/Grecia-chiude-orchestra-sinfonica-concerto-lacrime_8880020.html
(3): Cfr. http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_17/grecia-tv-pubblica-consiglio-stato-annulla-chiusura_0dfaba1e-d781-11e2-a4df-7eff8733b462.shtml