2013.01.26 - Come gli altri

Sarebbe molto facile, troppo, citare Bertolt Brecht. Sarebbe scontato chiedersi cosa sia, in fondo, l’effrazione di una banca di fronte alla fondazione di una banca.

 

Sarebbe scontato e sbagliato, poiché nel caso del Monte dei Paschi di Siena è probabile che una qualche effrazione sia stata effettivamente compiuta. A realizzarla, però, sarebbero stati gli esponenti del management della banca medesima, coadiuvati dalla Fondazione MPS.
È tutto scritto al condizionale, si badi bene. Allo stato attuale non abbiamo la certezza che siano stati commessi dei reati ed è nostro dovere essere garantisti.
Tuttavia, qualcosa che non torna c’è. Beppe Grillo, che di queste cose se ne intende, sostiene che MPS avrebbe 14 miliardi di Euro di buco. Ciò vuol dire che la banca in sostanza è fallita. Il Governo Monti le ha generosamente fornito 3,9 miliardi di Euro in prestito. Anche un osservatore ingenuo comprende che nemmeno il più convinto assertore del gramsciano ottimismo della volontà può sperare di rivedere quei soldi. Tuttavia, non è solo questo il discorso: come mai per una banca si trova facilmente così tanto denaro, mentre per istruzione, sanità e politiche sociali non c’è mai il becco di un quattrino? Facciamo male a pensare che chi ci governa ci stia prendendo per i fondelli?
Come fa un istituto bancario ad accumulare così tanto deficit? Incapacità gestionale, certo, ma anche la totale complicità di quegli istituti preposti alla vigilanza delle operazioni bancarie. Dove era la Banca d’Italia? Dormiva? È possibile che le istituzioni di questo del paese riescano a distinguersi solo per la loro opacità?
Sarebbe stolto negare che il MPS sia un’emanazione finanziaria del Pd. Lo è e il Pd ha serie responsabilità nella situazione che si è venuta a creare. A questo volevo arrivare. Nel mondo ci sono anche persone che desidererebbero rapporti sociali diversi, regole diverse, un’economia e una finanza diverse. Uomini e donne che vorrebbero qualcosa di più etico, corretto e leale. Qualcosa di sinistra, diciamo. E invece, MPS, la banca che si dice di sinistra, investe in derivati e specula come qualsiasi altro istituto consimile.
Qui credo sia il centro della questione. Nell’omologazione. Nella volontà di non essere più diversi. Nello scegliere consapevolmente di essere farabutti come gli altri.
Da tempo il Pd è un non-partito, un enorme comitato elettorale che si limita a gestire il consenso e a non decidere su nessuna questione, lasciando campo libero al liberismo più bieco. D’Alema, Veltroni, Fassino e, duole dirlo, lo stesso Bersani non marcano più una diversità morale e politica dalla destra. Fosse vero il contrario, non avrebbero appoggiato lo smantellamento dell’istruzione pubblica e del welfare state, non avrebbero voluto la Tav, non si sarebbero offerti mani e piedi a Monti, non avrebbero consentito ai vari Penati e Tedesco di fare quel che hanno fatto, non avrebbero consentito a MPS di diventare quel ginepraio di marciume che è oggi. Ma, del resto, cosa ci aspettiamo da gente che è stata capace di rivalutare perfino Craxi e che non ha mai mosso una seria opposizione a Berlusconi?
Ora tutti gli esponenti del Pd si sono scatenati nella lotta a Antonio Ingroia. In nome dell’anti-berlusconismo, va da sé, quell’anti-berlusconismo che loro agitano come un vessillo elettorale da venti anni e a cui mai hanno fatto seguire azioni e provvedimenti legislativi degni di questo nome. L’onorevole D’Alema ha detto che Ingroia è la quintessenza dell’estremismo, a capo di una coalizione di uomini e donne che “agiscono con l'obiettivo di non far avere la maggioranza al Senato al centrosinistra e poi con un tono moralistico” (1). Già, D’Alema. L’uomo della Bicamerale. L’amico di Colaninno. Quello della barca a vela e dei pranzi da Vissani. Il più omologato di tutti.
In base a quali ragioni una persona di sinistra dovrebbe votare il Pd? Per quali meriti acquisiti sul campo? Per quali capacità dimostrate? Basta davvero l’anti-berlusconismo (peraltro dichiarato)? O forse è il caso di valutare le scelte compiute e gli atti eseguiti?
Io propendo per l’ultimo criterio. I voti si conquistano sul campo. E se il campo sono le scelte di questi ultimi dieci-quindici anni, a partire dalle modalità di guida di MPS, il Pd non merita nulla. Sono infinitamente migliori quelli che agiscono con tono moralistico. Essi sono coloro i quali non si sono ancora arresi all’omologazione e dalle parole di D’Alema guadagneranno molti consensi.

 



NOTA
(1): Cfr. http://www.ilmondo.it/politica/2013-01-23/elezioni-alema-ingroia-quinta-essenza-cultura-estremismo_183826.shtml