2013.07.09 - Dov'è il sangue di tuo fratello?

Le parole pronunciate da papa Francesco a Lampedusa meritano enorme considerazione. «Chi di noi ha pianto per questo fatto e per fatti come questo? Chi ha pianto per la morte di questi fratelli e sorelle? Chi ha pianto per queste persone che erano sulla barca? Per le giovani mamme che portavano i loro bambini?».

Hanno pianto in pochi, pochissimi. Non hanno pianto gli uomini di chiesa, che in confronto al papa argentino sembrano nani sgraziati e viziati. Non ha pianto la politica, tranne quell’entità ormai estinta che era la sinistra. Non hanno pianto i giornalisti (anche qui, tranne poche eccezioni), quegli stessi giornalisti che oggi si riempiono la bocca di finte carità e fratellanza.
Verrà il giorno in cui chi lavora nelle redazioni giornalistiche dovrà rendere conto del proprio conformismo elevato a viltà, del servilismo con cui quotidianamente svolge il proprio lavoro. E lo stesso dovrà avvenire per ogni altra categoria, a partire dalla politica. Ieri sera stavo seguendo il Tg de La7, il quale, dopo un ampio servizio dedicato a Bergoglio, è passato a parlare delle vicende governative nominando Flavio Zanonato, l’uomo che a Padova ha fatto erigere un muro per dividere poveri ed emarginati dal resto della città. Non ho potuto fare a meno di provare vergogna per lui.
Il livello di grettezza e di disonestà morale del nostro vivere quotidiano ci ha fatto perdere di vista ogni valore. Sapere che migliaia di nostri simili colpevoli solo di essere affamati muoiono in mare non ci ha fatto provare alcun dolore, anzi, alcuni di noi hanno esultato. La maggior parte delle nostre voci ha chiesto solo una maggiore severità contro chi migra, come se la povertà fosse una colpa. Abbiamo chiesto sicurezza, come se questa gente venisse a insidiarci e non venisse, invece, a chiedere un po’ di dignità.
Continuiamo a vedere nell’altro non un simile, bensì un diverso. Altra è la lingua, altro il colore della pelle, altre (ma non sempre) le convinzioni religiose. Ma può bastare questo per fare di un uomo un diverso? Non riusciamo o non vogliamo vedere che quell’uomo ha una testa per pensare, occhi per guardare, orecchie per sentire, una bocca per parlare. Non riusciamo o non vogliamo vedere che quell’uomo piange, soffre, spera, ride, desidera, odia e ama esattamente come noi. Nessun uomo è diverso. Non esistono extracomunitari perché non esistono patrie e comunità. Nessuno di noi deve essere confinato in un luogo. Non si recintano gli animali, figuriamoci gli esseri umani.
Recandosi a Lampedusa, papa Francesco ha fatto quello che la politica non ha voluto compiere. Un gesto di straordinarie umanità e giustizia che gli valgono il rispetto di tutti (1).



NOTE
(1): Si veda il testo dell’omelia pronunciata da papa Francesco a Lampedusa in http://it.radiovaticana.va/news/2013/07/08/lomelia_del_papa_a_lampedusa:_ho_sentito_che_dovevo_venire_qui_/it1-708481