2013.03.24 - Dalle parole ai fatti

La senatrice Pdl Paola Pelino da Sulmona è un’imprenditrice del settore dolciario.

 

Per chi non la conoscesse, è quella donna agée con i capelli rossi che cerca in tutti i modi di comparire a fianco di Silvio Berlusconi mettendosi in mostra ogni volta che questi passa in Parlamento.
Pelino quando vede Berlusconi pare colta da una peculiare forma di tarantismo da devozione che la porta ad agitarsi come un’ossessa. Fosse più giovane e bella, probabilmente farebbe installare vicino al suo scranno parlamentare un palo da lap dance, invece – non avendo il fisico e l’età – si deve accontentare di fare la pasionaria. Berlusconi (il quale non solo si intende assai di danzatrici, ma sa anche stare al mondo) vede, provvede e perdona: Pelino è Cavaliere della Repubblica, deputata da due legislature e ora è stata eletta al Senato. Scusate se è poco.
Pare che tre anni fa la signora abbia acquistato vestiti per 11.000 Euro presso la boutique By Gabrielli di Pescara e non abbia saldato il conto (1). Lungi da chi scrive qualsiasi intenzione demagogica: è giusto che un bell’abito costi ed è buona norma che un/una parlamentare vada vestito/a in modo decente. Ciò detto, milioni di precari, sottoccupati e disoccupati di questo paese non riescono a guadagnare 11.000 Euro nemmeno in un anno. Comprensibilmente, sapendo che Pelino questa cifra la spende in una giornata di shopping, non si periteranno di sfancularla senza farla passare dal via, e lo scrivente non oserà certo condannarli.
Il problema non sta tanto nella spesa, ma - come accennato - nel fatto che i proprietari della boutique pescarese (cui va la nostra solidarietà) stanno ancora aspettando che Pelino saldi il conto. Esasperati dalla situazione, hanno deciso di rivolgersi ai giudici che hanno condannato Pelino a versare la cifra in questione, con tanto di interessi.
Chi legge questo articolo si aspetterà che lo scrivente condanni l’arroganza della senatrice pidiellina e inizi un lungo e moralistico predicozzo sull’amoralità dei politici italiani (specie quelli di destra), nonché sulla necessità di riformare una volta per tutte questo paese.
Ecco, lettori, non so se vi deluderò, ma non ci sarà alcun predicozzo. C’è invece un invito, fermo e sobrio. La famiglia Pelino produce confetti. Sarebbe opportuno che lunedì ognuno di noi si rechi a Sulmona, entri nel negozio della senatrice, ordini 11.000 Euro di dolciumi variamente assortiti e, nel momento in cui è invitato a saldare il conto, risponda: “Guardi, non ho denaro con me, ma se vuole i soldi se li faccia dare dall’onorevole Berlusconi visto che sabato ha pagato la metropolitana a tutti” (2).
Passare dalle parole ai fatti è ormai prioritario.



NOTE
(1): Cfr. http://www.repubblica.it/politica/2013/03/21/news/undicimila_euro_di_vestiti_mai_pagati_ingiunzione_di_pagamento_per_paola_pelino-55011326/
e http://www.corriere.it/cronache/13_marzo_21/pelino-onorevole-vestiti-non-pagati_46d15420-9202-11e2-9bc7-5a8f13477f3e.shtml
(2): Cfr. http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/03/23/news/pdl_accordo_con_atac_sui_biglietti_manifestanti_noi_qui_senza_pagare-55208303/