2013.02.19 - Oscar (e Arturo) Giannino

Volano gli stracci. Luigi Zingales si è accorto – con un ritardo tutt’altro che trascurabile – che Oscar Giannino, il leader del movimento “Fare per fermare il declino”, è un mentitore.

 

Giannino va a dire a destra e a manca di aver conseguito un master presso l’università di Chicago Booth, dove lo stesso Zingales è titolare di una cattedra. La cosa invece è falsa come una moneta da 83 centesimi. Giannino il master non lo ha mai frequentato, contrariamente a quanto egli ha dichiarato (1). Zingales lo ha scoperto ed è andato su tutte le furie, lasciando da subito ogni incarico all’interno di “Fare”, movimento del quale anch’egli faceva parte.
Ora, senza voler peccare di lombrosianismo, basta guardare per due secondi e mezzo Giannino per rendersi conto che egli non è l’incarnazione dell’affidabilità. Se poi lo si sente parlare, si ha la certezza immediata di trovarsi dinanzi a un individuo politicamente inetto. Del resto, come non ricordare il suo fanatismo pro-nucleare, quello che lo portò ad affermare su “Il Messaggero” che a Fukushima non era successo niente?
Giannino è la perfetta incarnazione del principio secondo cui in questo paese non si possa che andare sempre peggio, non fosse altro perché i ruoli che dovrebbero spettare alle persone serie e preparate vengono inusitatamente occupati da pagliacci.
Ma soffermiamoci ancora, resistendo al senso di nausea che ci pervade, su Oscar Giannino. Il suo look dimesso e misurato, la sua barba custodita in modo raffinato, l’espressione dell’uomo modesto che al fanatismo delle certezze dogmatiche ha sostituito il culto del dubbio che corrode come la salsedine ci fanno sentire persone inutili. Giannino è il Socrate del XXI secolo, anche se forse si lava molto meno di quest’ultimo. Sa di non sapere e non lo accetta poiché non può che dubitare di sapere di non sapere. Ciò spiega le sue stratosferiche cazzate sparate su ogni ambito dello scibile. Vuoi sapere una minchiata sul nucleare? Giannino te la fornisce in un istante. Ti interessa comprendere le regole basilari per il buon funzionamento dell’economia? Rivolgiti a Giannino e in due settimane ti verranno pignorate anche le unghie incarnite. Dubiti delle capacità del tuo idraulico? Telefona a Giannino e in men che non si dica dai tuoi rubinetti uscirà solo calcare. Pensi che il Barcellona potrebbe giocare meglio? Fallo allenare da Giannino e ti ritroverai Messi schierato come portiere. Giannino è un Re Mida scatologico: tutto ciò che egli tocca si trasforma in merda.
Fossi in Zingales, condurrei accertamenti più approfonditi. D’accordo, sul conseguimento della licenza media sorvolerei. Quella Giannino ce l’ha di sicuro. Magari presa in quattro o cinque anni, ma ce l’ha. Sulla licenza liceale – sia sempre detto con tutto il rispetto – io qualche dubbio lo nutrirei. Sulla laurea di Giannino i dubbi iniziano a farsi grossi, e questo nonostante la pluriennale e relativamente onorata attività del Cepu. Detta come va detta, io avanzo perplessità anche sulla patente di guida di Giannino, sulle sue vaccinazioni obbligatorie e pure sul suo certificato di sana e robusta costituzione. Della pulizia della sua fedina penale invece ero e rimango convinto: Giannino è essenzialmente innocuo e nessuno mai si sognerebbe di averlo come complice. Un conto è essere farabutti, un altro è essere stronzi.
Oscar Giannino in campagna elettorale si è presentato come profeta del nuovo e del merito. Alla totalità del popolo italiano, escludendo qualche buontempone e alcuni sciagurati, la cosa è risultata risibile. L’appeal elettorale di “Fare” era ed è rimasto ai livelli della temperatura mattutina media invernale di Courmayeur. L’unico a temere Giannino è stato Alessandro Sallusti, il quale notoriamente non brilla per intelligenza. Così, qualche giorno fa, il direttore de “Il Giornale”, ha detto che quando i due lavoravano assieme Oscar Giannino trascorreva la sua giornata tenendo nella sua stanza il gatto Arturo, solito sonnecchiare sulla fotocopiatrice della redazione e adorabile spargitore di urina in ogni dove. Sallusti ha affermato di essere stato perfino aggredito dal felino di casa Giannino (2). La cosa credo abbia una sua plausibilità di fondo, non fosse altro perché la vita di Arturo deve essere snervante e poco gratificante: cosa avrebbe fatto Sallusti se fosse stato il gatto di Giannino, avesse dovuto starci sempre assieme, scrivergli tutti gli articoli e non vedere nemmeno il suo nome come autore? Anche lui avrebbe aggredito chiunque.
Comunque, per chiudere, la poca credibilità di Oscar Giannino è ormai andata in fumo. Quello che lui considerava come il suo fiore all’occhiello, Luigi Zingales, lo ha tradito e sputtanato. Ci vuole coraggio a considerare Zingales come un fiore all’occhiello, direte voi. È vero, ma ciò dovrebbe farci rendere conto che Giannino è un essere buono e indifeso. Prendetevela con Arturo, se ne siete capaci.



NOTE
(1): Cfr. http://www.repubblica.it/politica/2013/02/18/news/zingales_lascia_giannino_per_curriculum_falso-52912103/
(2): Cfr. http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/1179697/Sallusti---Il-gatto-di-Giannino-mi-ha-aggredito-.html