2013.02.22 - In vista delle elezioni

Siamo arrivati alle elezioni politiche.

È stata una campagna elettorale brutta poiché brutti sono stati i suoi protagonisti.
Quasi un ventennio di malgoverno e di cripto-fascismo hanno insegnato poco o nulla agli italiani. Un uomo privo di onestà e di ogni capacità politica diversa dal tutelare il proprio interesse personale. Un venditore di fumo, un mero gestore del potere, una persona affetta da satiriasi e ossessionata dal proprio ego disturbato. Silvio Berlusconi è questo, ma sembra che qualcuno voglia illudersi ancora.
Gli uomini della destra italiana non hanno la minima dignità intellettuale. Hanno tuonato contro il loro padrone salvo poi riallinearsi per non perdere lo scranno parlamentare. Vedere persone come Giorgia Meloni suscita in me commiserazione. Sei critica con Berlusconi? Perché accetti di allearti di nuovo con lui? Chi te lo fa fare? Costruisciti un partito autonomo dal Pdl e affronta le elezioni da sola, invece di lamentarti strumentalmente. Ma, si sa, la dignità non è esattamente una dote universale.
Mario Monti ha dimostrato si essere inferiore a Berlusconi per statura politica e morale. L’impresa non era facile ma lui l’ha centrata con nonchalance. Non ho mai visto un uomo politicamente così inetto, oltreché in malafede. L’ultima perla è stata quella di dire che Angela Merkel sarebbe contrariata da un’eventuale vittoria elettorale di Bersani e del Pd. Ovviamente Angela Merkel ha fatto sapere a stretto giro di posta che lei mai si sognerebbe di pensare e dire cose del genere e che il popolo italiano ha il dovere di scegliere in piena autonomia. A quel punto Monti ha affermato che effettivamente Merkel non aveva mai pronunciato quelle frasi ma che egli poteva immaginarle. L’intero paese si è perciò messo a ridere. Poi la collettività ha ricordato che Monti – assieme a quella piccola signora razzista e incapace di nome Elsa Fornero – è il responsabile della vicenda degli esodati. Compresa la tragicità della vicenda, la popolazione tutta ha deciso che è meglio votare Donato Bilancia, Renato Vallanzasca, Enzo Paolo Turchi, il pupazzo Rockefeller, Luca Giurato, Sara Tommasi, Mirko dei Bee Hive e la mascotte di Italia ’90 che Mario Monti.
Beppe Grillo sarà il grande trionfatore di questa tornata elettorale. Non comprendo perché alcuni gli diano del fascista. Grillo non ha nulla a che fare con il fascismo. Dice di non essere né di destra né di sinistra poiché – legittimamente – vuol fare il pienone dei consensi e se dicesse di essere “A” o “B” perderebbe i voti degli scontenti dell’altro fronte. Grillo è (diventato) un poujadista inconsapevole. È contro tutto e contro tutti ma il cardine del suo programma – e qui sta la differenza con Pierre Poujade – è sinistroide, pur se con enormi venature qualunquistiche. Su vari punti quel che dice Grillo è ampiamente condivisibile: l’antinuclearismo, l’ambientalismo, la critica al malaffare, la necessità di ridurre l’orario di lavoro e molto altro sono mi trovano concorde. Quel che rende inaccettabile la logica del M5S non è solo la presenza di altri punti programmatici (siamo sicuri che togliere valore legale al titolo di studio sia sensato? E togliere il finanziamento ai partiti? E uscire dall’euro così come si mette una moneta in un flipper?) ma è soprattutto la cornice che tiene insieme il tutto. Chi è Gianroberto Casaleggio, questa eminenza grigia che muove tutto come un burattinaio? E cosa tiene insieme questi candidati scelti attraverso YouTube (!!!) se non l’adulazione per un uomo? Hanno un pensiero autonomo queste persone? Una personalità, una dignità? Una visione personale del mondo in cui vivono? Quando il comico genovese si sarà stufato dell’enorme macchina che ha messo in piedi (e ciò accadrà prsto) che fine farà questo gregge di parlamentari? A chi si rivolgerà? E quando il popolo si renderà conto che Clemente Mastella è meno onesto ma certo più affidabile di Grillo, cosa succederà?
Stasera Grillo ha tenuto un trionfale comizio a Piazza San Giovanni, a Roma. Non ha voluto che i giornalisti italiani – Sky esclusa – assistessero alla manifestazione. C’è voluta la ferma condanna dei loro colleghi stranieri per consentire ai giornalisti di casa nostra di assistere all’evento. Devo dire che io nutro una certa disistima per larga parte della stampa italiana, tuttavia non ho avversità alcuna per la democrazia. Ci piaccia o meno, i giornali e le televisioni incarnano uno dei valori-cardine della democrazia stessa, la libertà di espressione. Cacciarli da una propria manifestazione è un atto spregevole e arrogante, non scusabile.
Del Pd non parlerei molto. È un partito molto peggiore dei suoi elettori. Anni di pessimo comportamento politico mi hanno fatto perdere ogni fiducia verso i democratici. La pochezza e la tendenza all’amoralità dei vari Veltroni, D’Alema, Violante è per me ripugnante. Bersani non mi è antipatico, ma il ruolo che riveste mi pare un po’ troppo impegnativo per lui. L’appoggio al Governo Monti è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Qualsiasi politico avveduto avrebbe preso il toro per le corna e avrebbe chiesto di andare a votare subito per ridurre Berlusconi allo zero. Invece, no. Si è scelto di farsi guidare da Giorgio Napolitano, uomo di cui non parlo nemmeno per carità di patria. Ecco i risultati. E tra un po’ arriverà Renzi, per cui attendiamoci il peggio.
È legittimo credere nel centro-sinistra? Insomma… L’alleanza con Monti è stata sancita da tempo. Chi vota per il Pd darà fiato a Monti, chi vota per Nichi Vendola conferirà dignità a questo schieramento (almeno a mio avviso). Vendola ha compiuto una scelta che può essere condivisa o meno, ma è onesta e sincera come lui. Detesto chi dice che il Presidente della Regione Puglia è un venduto. È un’accusa che non rende giustizia all’intelligenza di chi la muove, né a Vendola. Continuo a pensare che Vendola avrebbe voluto scalare il Pd e capeggiare la coalizione di centro-sinistra e che non è riuscito a centrare questo obiettivo, ma non accetto insulti o analisi approssimative. Se Vendola avrà un grosso risultato elettorale, il centro-sinistra non potrà permettersi il lusso di ignorare le istanze di chi ha meno. In caso contrario, Sel sarà marginalizzata, se non addirittura sacrificata. Da cittadino e, egoisticamente, da docente e ricercatore precario, auspico vivamente che Vendola possa diventare ministro dell’Istruzione e dell’Università. Farebbe grandi cose, ne sono convinto.
Per chiudere, ribadisco quello che ho detto qualche giorno fa. Il candidato cui mi sento più vicino è Antonio Ingroia. Ho trovato detestabile il comportamento del Pd, partito il quale ha fatto una campagna elettorale contro Rivoluzione civile, accusata di portare acqua al mulino di Berlusconi. Se il Pd avesse voluto realizzare un’alleanza anti-berlusconiana avrebbe risposto alle richieste di dialogo inviate da Ingroia. Ha rifiutato ogni confronto e deve assumersene la responsabilità. Parlare di “voto utile” è francamente penoso. Il confronto politico va basato sulle idee e sui programmi, non sul principio del “votate me perché sono più grande”. Si tratta di atteggiamenti disonorevoli, così come è disonorevole mandare Luciano Violante a fare da ambasciatore formulando la proposta “Vi diamo due senatori mascherati purché non vi presentiate”. Va bene che Violante, per così dire, non ha tabù (ha espresso comprensione pure per i “ragazzi di Salò”, per cui…), ma non tutti gli interlocutori sono a quel livello.
Non credo che Ingroia sia un fenomeno assoluto. Penso tuttavia che egli sia una persona perbene e che dica cose sensate. Trovo risibili gli argomenti di chi non vorrebbe votarlo in quanto egli è un magistrato. Li trovo doppiamente ridicoli se poi queste persone votano Violante. Ingroia è stato un giudice capace e questo credo conti molto. Mi pare dica cose di sinistra, il che non è poco. Mi pare soprattutto che questo paese abbia bisogno di moralità. La questione sociale, la disoccupazione, la povertà sono conseguenze anche dell’impunità di cui godono i farabutti. La moralità e il senso di giustizia sono valori di sinistra e non dobbiamo rinunciarci.
Nella sinistra sta ancora una volta l’unica possibilità di salvezza di questo paese. Sia essa quella incarnata da Sel, sia essa quella di Rivoluzione civile. Duole vedere che ci si sia presentati divisi a queste elezioni. Compito di tutti è tenere aperto un dialogo che favorisca un riavvicinamento. Prima, però, è doveroso far sì che il maggior numero di uomini e donne di sinistra possa entrare in Parlamento per tentare di restituire all’Italia la dignità perduta.