2013.06.23 - Necessità di ripetizioni
Non so chi legge questo articolo cosa provi dinanzi alla vicenda della ministra Josefa Idem. Quattro anni di Ici non pagata, lei che dichiara di vivere in un’abitazione diversa da quella del resto della famiglia e irregolarità edilizie (1). Peccati veniali di fronte alle vicende di Berlusconi, Dell’Utri e compagnia.
Tuttavia, in questa vicenda la ministra Idem ha mostrato la sua limitatezza. Chiedo scusa per la considerazione antipatica, ma i membri di un esecutivo andrebbero scelti tra le persone intelligenti e capaci, tra chi ha elementi curriculari degni di nota, non tra chi ha una qualche forma di appeal mediatico.La ministra Idem è stata intervistata l’altro giorno da Concita De Gregorio su “la Repubblica”. Il meccanismo è stato di quelli curiosi. Sono una giornalista donna, ti intervisto e ti difendo in quanto tu sei donna come me, a prescindere da ogni altra considerazione. Questo non è giornalismo, è una forma di avvitamento culturale che mette ribrezzo. Non si prendono le parti di una persona in base al suo sesso, esattamente come non si vota (o meglio, non si dovrebbe farlo) per omogeneità sessuale. Le donne che votano le donne sono ridicole come gli uomini che votano gli uomini, a meno di non pensare che Alessandra Mussolini e Daniela Santanché siano più attente alla questione femminile di Stefano Rodotà. Lo stesso dicasi per il giornalismo. Occorre entrare nel merito e comportarsi da persone mature.
A De Gregorio, Idem ha detto di avere “sempre delegato ai tecnici chiedendo loro naturalmente di fare le cose a regola d’arte. Il commercialista, l’ingegnere, il geometra. Non le saprei nemmeno dire esattamente di che cifre stiamo parlando. Solo oggi per esempio ho saputo che si tratta di un importo di 600 euro all’anno. Inoltre: [non sapevo] che la palestra della mia casa fosse utilizzata, nei periodi in cui in non c’ero, dall’associazione amatoriale a cui mio marito aveva affidato la gestione delle attrezzature anche per non tenerle inutilizzate in paese lo sapevano tutti da allora, dal 2007” (2). Che dire? In Italia nessuno sa mai quello che gli succede in casa. Quella della signora Idem è addirittura usata da una polisportiva e lei non se ne è mai accorta. Evidentemente Claudio Scajola non è l’unico cittadino italiano a essere svagato. Purtroppo per lui, però, Scajola ha solo i giornali cattivi a difenderlo, mentre Josefa Idem ha dalla sua parte il quotidiano del finto progressismo di questo paese, il foglio che ha elevato il conformismo a sistema, l’ovvietà ad analisi e il narcisismo a stile di vita.
Alessandro Gilioli ha giustamente affermato che quella di Idem è stata “una scorrettezza che – proprio per non essere né sembrare tutti uguali e proprio per non mostrare attaccamento alla poltrona – andava fatta seguire subito da una serena, dignitosa e nobile letterina di dimissioni. Sottolineando così la propria dirittura morale e la propria superiorità nei confronti degli evasori e dei delinquenti che stanno in politica. E giovando quindi anche alla propria reputazione, sul medio-lungo termine, in modo molto più robusto rispetto a quella che pare una disperata arrampicata sugli specchi” (3). La ministra invece persevera e ieri pomeriggio ha convocato una conferenza stampa in cui ha affermato di essere vittima di una “montatura mediatica” (frase del tutto inedita in questo paese, l’avete mai sentita pronunciare da qualcun altro?), di essere una cittadina non infallibile ma onesta e che in Germania nessuno mai si dimetterebbe per una cosa simile (qui taccio per buona educazione) (4). La frase che tuttavia mi pare vada messa maggiormente in risalto è questa: “Da parte mia non c'è stata distrazione ma assenza fisica e grande impegno atletico, perché è questo che viene richiesto a una atleta che vince e poi voi applaudite. Adesso io queste cose non le delego più perché faccio la ministra”.
Evidentemente per la signora Idem andare in canoa è più impegnativo e difficile che fare la ministra. Se non altro, quest’ultimo incarico a suo avviso parrebbe riservare più tempo libero. Partecipare alle Olimpiadi richiede grande impegno, ma far parte di un governo a occhio e croce comporta una dedizione non inferiore (sempre che lo si voglia fare bene e che ci si sia resi conto dell’importanza dell’incarico che si riveste). Io ho vinto molto, dice Idem, e non ho avuto tempo di controllare certi dettagli della mia esistenza. Soprattutto, io ho vinto e vi ho fatto divertire, per cui alcune cose posso anche permettermele, mentre voi non avete il diritto di rinfacciarmele.
Qui ci sarebbe da ripartire dall’abc, consigliando alla signora Idem un bagno di umiltà. La legge pare sia uguale per tutti, sia per l’invalido che per l’atleta, sia per il ricco che per il povero, sia per chi l’applauso lo fa che per chi lo riceve.
Chiedere scusa non è solo un atto di onestà, ma è anche un gesto che denota intelligenza. Non mi interessa sapere se la ministra possieda almeno una di queste doti (qualche elemento di perplessità a occhio e croce lo si potrebbe nutrire). Sarebbe tuttavia il caso che qualcuno ci spieghi come mai una persona così inadeguata sia stata scelta per un ruolo tanto importante e che queste stessi soggetti forniscano alla signora Idem un consigliere preparato, in grado di impartirle almeno qualche ripetizione.
NOTE
(1): Cfr. http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/19/ici-non-pagata-4-anni-palestra-abusiva-josefa-idem-ministro-tedesco-allitaliana/630353/
(2): Cfr. http://www.repubblica.it/politica/2013/06/21/news/la_idem_non_sapevo_dell_ici_non_pagata_se_irregolarit_pagher_come_tutti_con_gli_interessi-61545690/
(3): Cfr. http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/06/21/la-scelta-sbagliata-di-josefa-idem/ .
(4): Cfr. http://www.corriere.it/politica/13_giugno_22/josefa-idem-palestra-imu-ici-conferenza-stampa_514484f6-db34-11e2-99af-699e293a37b1.shtml