2014.09.11 - Il valore della bellezza
L’onorevole Alessandra Moretti in un’intervista concessa a Monica Guerzoni del “Corriere della Sera” ha dato sfoggio del suo bagaglio culturale.
Rammentando
di aver subito in vita sua vari attacchi sessisti, la parlamentare piddina ha
affermato che per difendersi ha imparato a lavorare sodo, puntando sulla
competenza, sulla capacità e sulle cose fatte. Inavvertitamente, l’onorevole
Moretti non ha menzionato la modestia. Deve aver pensato che, dopo una frase di
tal fatta, potesse essere pleonastica.
Il tutto, ha proseguito Moretti, è stato fatto senza mai rinunciare alla
femminilità: “Credo di doverlo a tutte le ragazze che studiano e sono impegnate
nelle proprie professioni ma che devono rimanere, devono continuare a rimanere
se stesse” (1).
Una visione del mondo interessante.
Io pensavo che un/una parlamentare alle giovani che studiano e lavorano avrebbe
dovuto garantire la possibilità di trovare un posto di lavoro confacente alle
proprie aspettative, dove i datori di lavoro non fanno firmare dimissioni in
bianco preventive nel caso in cui si rimane incinta, dove il diritto alla
dignità non è leso in alcun modo e dove le molestie maschili sono bandite per
sempre.
Sbagliavo.
Alle donne occorre garantire il diritto al tacco 12 e alla gonna sopra il
ginocchio, nonché la scollatura generosa. E perché, di grazia, a questo punto
non prevedere pure il diritto di compiacenza verso il capo fallocrate, la
strizzatina d’occhio un giorno sì e l’altro pure e la disponibilità a
trascorrere i week-end assieme?
“Dobbiamo fare un tipo di politica che sia una politica ‘lady-like’, cioè con
il nostro stile, mantenendo la nostra femminilità”, ha continuato l’onorevole
Moretti con la ferma sicurezza della persona saggia, inframmezzando il tutto
con riferimenti all’emancipazione femminile che, si sa, sono come il prezzemolo
e stanno bene dappertutto.
“Poi evidentemente la bellezza aiuta. Aiuta sempre, in qualsiasi settore. La
bellezza è un valore. È un valore però anche per i maschi, non soltanto per le
femmine”.
Ecco, la bellezza è un valore. Non un colpo di fortuna o un elemento relativo e
comunque inutile ai fini della determinazione delle capacità di una persona.
No, è una dote assoluta, un merito. Sfortunato chi non ce l’ha. C’è chi
possiede l’intelligenza, chi l’applicazione, chi le capacità, chi uno o più
titoli di studio. Tutte cose importanti, certo, ma in fondo meno della bellezza
che, nota Moretti, è il nostro biglietto da visita. Come darle torto? È giusto
e sensato che le natiche di Belen Rodriguez valgano come o più di un dottorato
alla Sorbona anche in sede di concorsi lavorativi. È il mondo che tutti abbiamo
sognato.
Sbaglierebbe chi dicesse che si possono cogliere degli elementi sessisti e
maschilisti nelle puntuali frasi dell’onorevole Moretti. La bellezza non è un
valore solo per le donne, ma anche per gli uomini, ha sottolineato la
parlamentare. Da ciò consegue che la tanto agognata parità tra i sessi è stata
conseguita, pur se a prezzo di enormi fatiche. Per Raoul Bova possono aprirsi
le porte del Quirinale, dunque. Di certo – e su questo la penso come Marco
Travaglio – non potrebbe far peggio di Giorgio Napolitano.
Essere belle/belli è dunque una virtù sociale e politica. Probabilmente Michel
Foucault (malgrado non potesse dirsi un Adone) su una simile visione del
rapporto tra corpo e potere avrebbe potuto tessere qualche riflessione di peso.
Si dirà: anni di cultura progressista e femminista vengono trattati come uno
zerbino.
L’obiezione non regge.
Si può maltrattare solo quel che si conosce.
E quel che si capisce.
NOTE
(1): Cfr. http://video.corriere.it/politica-bellezza-valore/3c0a0f40-3856-11e4-876b-2f897d4bd66b