2013.02.07 - Le tre scimmie
Quel che si sapeva è finalmente ufficiale. Il Pd e i centristi
sono alleati.
“Noi siamo prontissimi a collaborare con tutte le forze contro il leghismo, contro
il berlusconismo, contro il populismo. E quindi certamente anche con il
professor Monti”, ha detto due giorni fa Pier Luigi Bersani (1), proseguendo su
una linea tracciata già da Massimo D’Alema.
“Apprezzo ogni apertura e ogni disponibilità e anche questa
frase che Bersani ha detto dalla Germania, dove, mi pare, la politica fatta in
quest'ultimo anno con l'aiuto del Parlamento è stata apprezzata. Io sarò
disponibile ad alleanze con tutti e solo coloro che saranno seriamente
impegnati sul piano delle riforme strutturali” ha risposto Mario Monti.
Bersani dice che se anche alle prossime elezioni dovesse ottenere il 51% si
comporterà come se avesse il 49%. Si vergogna di vincere, evidentemente. Perché
non cominciare direttamente a fare campagna elettorale per gli altri?
Nichi Vendola corre il rischio di essere cacciato dalla coalizione che ha
contribuito a fondare. Sarebbe clamoroso e ridicolo. Non occorre essere delle
aquile per capire che Monti e Vendola non sono compatibili. Quindi, o Vendola
ottiene un risultato elettorale più che eclatante, marginalizzando il peso
politico di Monti e Casini, oppure verrà estromesso dalla maggioranza. Al
massimo, potrebbero dargli il dicastero della Solidarietà sociale, come fece
nel 2006 Romano Prodi con Rifondazione (la quale si suicidò politicamente per
consentire a Fausto Bertinotti di coronare il suo sogno narcisistico di
diventare Presidente della Camera).
Pacta sunt servanda. Sarebbe bello che anche in politica bastasse una stretta
di mano per intendersi, specie quando la situazione di una nazione è seria.
Disoccupazione, sottoccupazione, precariato, nuove povertà, disperazione
sociale. Di fronte a questa situazione si può pensare di stringere un patto
elettorale con Sel e nel frattempo flirtare con un’altra lista? Ma cos’è questo
Pd? Non finirò mai di domandarmelo. Non posso accettare che persone aventi
radici nel Pci siano così prive di intelligenza politica e di dimensione
morale. Non posso accettare che si citi Berlinguer e ci si comporti come Craxi.
Non posso accettare che la disinvoltura (per usare un eufemismo) si trasformi
da disvalore in valore. Se a qualcuno certe mosse stanno bene, non è più di
sinistra.
Alcune considerazioni su Giorgio Napolitano. L’altro giorno il Presidente della
Repubblica ha detto che sulla vicenda del Monte dei Paschi di Siena si deve
fare chiarezza, sì, ma tutelando l’interesse nazionale (2). Insomma, i
magistrati indaghino, i giornalisti scrivano, ma nessuno si permetta di parlare
male di Banca d’Italia, la quale non può che essere retta, capace e limpida.
Non solo: non si deve parlar male nemmeno delle banche, la cui “riconosciuta
solidità” è da ritenersi un dogma.
La presa di posizione di Napolitano ricorda molto da vicino le critiche e la
volontà censoria di Andreotti verso il neorealismo (l’Italia era bella, sana e
democristiana, e quindi non si doveva mostrarne le storture e la povertà).
Definirla meschina è dire poco.
Giorgio Napolitano è stato un Presidente della Repubblica pessimo, e ancor
prima è stato un ministro dell’Interno meno che mediocre. Il modo in cui ha
tacitato la questione delle intercettazioni telefoniche relative alle
conversazioni tra Mancino e il Quirinale è degna di un Lukashenko qualsiasi. In
confronto a Napolitano, un suo predecessore come Saragat appare serio,
responsabile e capace. Questo vetero-stalinista d’accatto negli ultimi anni ha
fatto sfregio della Costituzione, e non solo per aver nominato Mario Monti
senatore a vita per meriti inesistenti (a meno che non sia una nota di merito
agire per conto dei poteri forti).
Se le istituzioni che Napolitano ci raccomanda di non infangare fossero oneste
e capaci come lui vuol farci credere, sarebbero intervenute già nel 2011,
quando Milena Gabanelli denunciò pubblicamente quanto avveniva all’interno di
MPS (3). Invece non si è mosso nessuno. Dove era la Consob? E la Banca
d’Italia? Loro e Napolitano forse erano le tre scimmie: non vedevano, non
parlavano e non sentivano.
La politica di questo paese è in mano a una mandria di asini e di canaglie
variamente prezzolate. Non amo fare dichiarazioni di voto, non credo che il mio
comportamento elettorale abbia una qualche importanza per la collettività. Ciò
premesso, ogni giorno che passa guardo ad Antonio Ingroia con sempre maggior
apprezzamento.
NOTE
(1): Cfr. http://www.corriere.it/politica/13_febbraio_05/bersani-pronto-collaborare-con-monti_eb6fd228-6f9c-11e2-b08e-f198d7ad0aac.shtml
(2): Cfr. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-01-31/napolitano-fare-chiarezza-tutelare-191834.shtml
(3): Cfr. http://www.corriere.it/inchieste/reportime/economia/ecco-esposto-arrivato-luglio-2011-tavolo-consob/a8c88670-6eef-11e2-8e9f-4060dbd697f2.shtml