2014.09.06 - L'esaltato

Se, ingenuamente, vi eravate approcciati alla questione ucraina pieni di dubbi, attenti a misurare i torti e le ragioni di ambo le parti, da ieri avete chi, con dannunziano sprezzo del pericolo, vi dice dove sta il bene e dove il male.

“Scopriamo quel che dovevamo sapere” afferma l’illuminato editorialista “e cioè che l'anima imperiale e imperialista della Russia è eterna e insopprimibile, dunque non è una creatura ideologica del sovietismo ma lo precede, lo accompagna e gli sopravvive”.
Queste parole non sono state scritte dal nipote di Luigi Gedda né da quello di Giovanni Guareschi, né il loro autore è quell’isterico da barzelletta di Magdi Cristiano Allam.
L’autore di cotanta perla è infatti Ezio Mauro, direttore del quotidiano sedicente progressista “la Repubblica” (1). Era da tempo che nei confronti dei russi non venivano pronunciate parole del genere. Uomini cattivi per predisposizione genetica e passione sadica, incivili assetati di sangue, esseri inferiori mossi dallo spirito ferino. Anche Goebbels – e lo dico con cognizione di causa – ci avrebbe pensato due o tre volte prima di scrivere certe parole.
Non è intenzione dello scrivente difendere Vladimir Putin, il quale effettivamente non è la quintessenza della simpatia e non si cura granché del concetto di democrazia. Si vuole però rimarcare che le affermazioni di Mauro nella migliore delle ipotesi sono ridicole e nella peggiore sono becere, mentre nella più plausibile sono pericolosamente imbecilli.
In pieno delirio, Mauro prosegue parlando dell’Is, invocando contro di esso un sano intervento della Nato (che, va da sé, è necessario anche nei confronti della Russia). Ezio Mauro, che temo legga poco e male, dovrebbe rendersi conto che gli Usa hanno giocato abbastanza con i pazzi dell’Is e che questi ultimi in una certa misura sono effetto di una politica estera folle e guerrafondaia (per tacere degli appoggi che l’Is ha in Arabia Saudita, nazione notoriamente amica della Nato). Il direttore del quotidiano scalfariano dovrebbe anche sapere che il protagonismo interessato di alcuni stati dell’Europa Occidentale ha favorito l’esplosione delle guerre jugoslave.
Prima di vedere nella Nato l’ultimo baluardo di difesa della civiltà occidentale (che per Mauro è in realtà l’unica civiltà planetaria) sarebbe il caso di analizzare quanti fallimenti ha raccolto l’approccio bellicista degli Usa e dei loro alleati in questi anni, quale balcanizzazione globale abbia provocato nonché quanti pazzi sanguinari abbia fatto assurgere a capipopolo in un fiorire di metastasi politiche. Con un minimo di onestà intellettuale temo si scoprirebbero aspetti poco lodevoli della nostra parte di mondo, sempre pronta ad accusare gli altri di ogni nefandezza e incapace di atti minimamente autocritici.
Due parti del mondo, nota Mauro, hanno designato l’Occidente quale “nemico finale e […] avversario eterno”. Lungi da me sottovalutare la pericolosità dell’Is e le ambizioni putiniane. Siamo tuttavia sicuri che tutto questo nasca dal nulla, in mondi impermeabili al nostro? O quello dell’Occidente è un goffo tentativo di nascondere la testa sotto la sabbia negando proprie responsabilità che invece paiono tutt’altro che minimali?
Mauro, autoesaltandosi, ha inventato una categoria curiosa, quella dell’imperialismo genetico. Se i napoletani cantano tutti bene, i neri hanno il senso del ritmo e i rom rubano sempre, i russi vogliono mettere le loro grinfie sul mondo poiché sono irredimibilmente cattivi, per cui dobbiamo fermarli. Stando così le cose, l’unico consiglio che posso dare al direttore della “Repubblica” è quello di sterminarli come è avvenuto con i nativi americani e con gli ebrei negli anni della soluzione finale. Nell’uno e nell’altro caso a compiere l’opera furono i civilissimi occidentali.



NOTE
(1): Cfr.
http://www.repubblica.it/esteri/2014/09/05/news/l_occidente_da_difendere-95037708/