2012.10.02 - Sulla propria pelle
Un «puro esercizio di violenza».
Un «massacro ingiustificabile da
parte degli operatori di polizia».
«Discredito sulla nazione agli occhi del mondo intero».
Una «condotta cinica e sadica degli operatori di polizia».
«Un massacro ingiustificabile».
«C’era una sorta di carta bianca nell’uso della forza connaturato
all’esecuzione dell’operazione».
I poliziotti «si erano scagliati sui presenti, sia che dormissero, sia che stessero
immobili con le mani alzate, colpendo tutti con i manganelli (detti “tonfa”) e
con calci e pugni, sordi alle invocazioni di `non violenza´ provenienti dalle
vittime, alcune con i documenti in mano, pure insultate al grido di
“bastardi”».
Un «sistematico ed ingiustificato uso della forza».
«Una sorta di “carta bianca”, assicurata preventivamente e successivamente
all’operazione». Chiunque era libero «di usare la forza “ad libitum”».
Quelle sopra riportate tra virgolette sono frasi tratte dalle 186 pagine della
sentenza n°38.085 della V sezione penale della Cassazione relativamente al
massacro compiuto dalle forze dell’ordine all’interno della Diaz di Genova. Era
il 2001.
Fu un’operazione degna di uno stato fascista, come del resto tutta la gestione
dell’ordine pubblico durante quell’evento.
Un manifestante freddato dai Carabinieri (Carlo Giuliani, che se non trovassi
odiosa questa categoria, definirei un eroe), decine di persone innocenti
torturate a piacimento.
Responsabili politici dell’evento: Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Claudio
Scajola.
Responsabili materiali, i vertici della Polizia e tutti i poliziotti che non
vollero opporsi alle direttive impartite.
Nessuna di queste persone ha la coscienza pulita.
Augurare ad essi, nessuno escluso, di provare sulla propria pelle la sofferenza
inflitta è il minimo che si possa fare..
Responsabili materiali, i vertici della Polizia e tutti i poliziotti che non
vollero opporsi alle direttive impartite.
Nessuna di queste persone ha la coscienza pulita.
Augurare ad essi, nessuno escluso, di provare sulla propria pelle la sofferenza
inflitta è il minimo che si possa fare.