2012.09.15 - Homo homini lupus
Mario Monti ha parlato dello Statuto dei lavoratori. Ha detto che la sua esistenza ha “contribuito a determinare un’insufficiente creazione di posti di lavoro” (1).
Occorre
essere franchi e riconoscere che Monti ha ragione.
Anche l’abolizione della schiavitù ha avuto molti impatti negativi. Se
potessimo disporre di schiavi, avremmo strade e piazze più pulite con un costo
della manodopera pari a zero.
E che dire dell’introduzione del divorzio? Quanti maschi non hanno potuto
sentirsi felici e realizzati poiché a loro non è stato più possibile prendere a
sganassoni la moglie?
A ben pensarci, anche le norme anti-inquinamento andrebbero abrogate. Se le
industrie potessero sversare tranquillamente ogni veleno nei fiumi, il costo di
un’unità di merce prodotta sarebbe molto più basso, le nostre esportazioni ne
trarrebbero beneficio e il nostro Pil volerebbe.
Anche le anestesie in ospedale sarebbero da abolire. Costano, quindi gravano
sul nostro debito pubblico. Le si lasci solo per i ricchi, che vanno tutelati
in quanto portatori sani di felicità. Le si aboliscano per i poveri, sempre
lamentosi, irrequieti e per di più pure inutili.
Anche i reati contro la violenza sessuale andrebbero cassati una volta per
sempre in nome del liberismo sessuale. Non più barriere tra uomini e donne, ma
coito libero ovunque e comunque. Il consenso è un optional.
Quanta gioia e quanta ricchezza ci hanno tolto le leggi in difesa dei più
deboli?
Tanta, troppa.
Per fortuna ci sono uomini intelligenti, probi e capaci come Mario Monti.
Sensibili come la carta vetrata, colti come un’unghia incarnita e lungimiranti
come un ludopatico, essi incarnano alla perfezione lo spirito del tempo.
Ogni diritto è un privilegio, ogni bisogno è uno spreco e ogni necessità è
sopprimibile per questi uomini e queste donne tutti d’un pezzo, esecutori
canini degli interessi dei ricchi e degli speculatori, aedi dei voleri delle
banche e delle multinazionali, rapsodi prezzolati del fanatismo ideologico dei
liberisti di ogni dove.
Hanno ragione loro.
Abolendo gli ultimi, tutti saranno primi. Qualsiasi tutela è un sacrilegio per
lo spirito del tempo, qualsiasi norma è un laccio che soffoca il sacro diritto
del più forte a diventarlo ancora di più.
Gli ultimi sono tali in quanto vogliono esserlo e/o perché non possono essere
altro. Non meritano nulla, se non un governo come quello di Monti.
Anche larga parte degli eredi del Pci, a partire dal Presidente della
Repubblica, appoggia l’esecutivo in carica. Non si è opposta alla cancellazione
dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, al fiscal compact,
all’innalzamento dell’età pensionabile, alla precarizzazione totale dei
rapporti di lavoro e a tutte le misure degli ultimi mesi. Anzi, ha caldeggiato
e applaudito detti provvedimenti.
Lo stesso dicasi per i cattolici, i quali dovrebbero vedere in ogni uomo un
fratello e incarnare lo spirito dl buon samaritano. Essi non cacciano i
mercanti dal tempio, ma li accolgono con tutti gli onori possibili e
immaginabili.
Insomma, basta che ci siano lavori per le coop dell’edilizia e che il Vaticano
non paghi l’Imu e tutto è risolto. Se non ci credete, guardate questo filmato
che riguarda Andrea Riccardi.
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/09/13/disabili-ministro-riccardi-alle-famiglie-montecitorio-occupo-queste-cose/204838/
I deboli tacciano, dunque. Guardino l’indice alzato di chi li rimprovera e la
finiscano finalmente di rivendicare diritti e si rendano conto di essere una
zavorra. Cancellarli sarà un bene per la collettività e per loro stessi. Perché
questo è il futuro, non altro.
NOTE
(1): Cfr. http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/13/mario-monti-con-statuto-dei-lavoratori-meno-posti-di-lavoro/351027/