2012.08.28 - Un essere immondo

In tutta onestà, e credo di averlo detto più volte, noi italiani non possiamo insegnare niente a nessuno. Per portare un solo esempio, di Giuseppe Pinelli si è detto che è morto a causa di un “malore atttivo”.

 

Ciò detto, vorrei parlare di un caso assimilabile a quello ci ho appena fatto riferimento. Sono infatti rimasto allibito nel leggere le notizie relative alla sentenza del giudice della corte distrettuale di Haifa, Oded Gershon, secondo cui Rachel Carrie non sarebbe stata uccisa, per colpa o dolo, dall’autista di un bulldozer israeliano, ma vi si sarebbe buttata sotto intenzionalmente (1).
Curioso che il simpatico signor Gershon non abbia chiesto ai familiari di Rachel Carrie un risarcimento danni per la ripulitura dei cingoli lordati dal sangue della pacifista statunitense.
È stato un incidente, ha stabilito il giudice.
Dopo l’uccisione, Rachel Carrie deve subire la beffa di questo pronunciamento fanatico e vile.
Il sonno della ragione genera mostri, oggi è stato partorito un essere immondo, figlio del più bieco fanatismo religioso.



NOTE
(1): Cfr.
http://www.corriere.it/esteri/12_agosto_28/rachel-corrie-tribunale-israele-innocente-cerco-morte_f400b5fe-f0f0-11e1-a005-0150214880db.shtml