2012.08.09 - Lo spread a 1.200
Disse Mario Monti un mese fa al “Wall street journal”: “Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1.200 o qualcosa di simile” (1).
Il guaio,
però, non è cosa succederebbe se governasse ancora Berlusconi, bensì quel che
succede oggi con il governo Monti. Lo spread è altissimo, la produzione
industriale è sotto zero, la disoccupazione alle stelle, i conti pubblici vanno
a picco.
Anche Monti, duole dirlo, ha un’alta considerazione di sé. In Italia si sentono
tutti imprescindibili come Napoleone, anche se hanno le capacità di Topo Gigio
e la cultura di Antonio Cassano.
In un’altra intervista, rilasciata stavolta a “Der Spiegel”, Monti ha
affermato: “se i governi si facessero vincolare del tutto dalle decisioni dei
loro parlamenti, senza mantenere un proprio spazio di manovra, allora una
disintegrazione dell’Europa sarebbe più probabile di un’integrazione” (2). Non
so dove abbia studiato Monti, ma di certo tutto il concetto di diritto
costituzionale da Montesquieu a oggi è da lui bellamente ignorato.
Per Monti, il Parlamento è un inutile impiccio e il governo non deve tenerne
conto, a meno che il Parlamento stesso non plauda senza discutere le iniziative
dell’esecutivo.
In Germania tutti hanno gridato allo scandalo leggendo le parole di Monti; in
Italia, invece, i quotidiani più diffusi si sono impegnati nel lodare quello
che per loro èil salvatore della patria. Si vede che i direttori della
“Stampa”, della “Repubblica” e del “Corriere della Sera” o ci sono o ci fanno.
In ogni caso, quando si fa finta che il presidente del Consiglio non abbia
inanellato una suprema figura da inetto con le sue affermazioni a “Der
Spiegel”, ci si pone al livello deontologico-morale di Emilio Fede.
Da quando Berlusconi non governa più, non solo è rimasto invariato lo spread
dei titoli pubblici, ma anche quello della distanza dalla democrazia. Monti
come Berlusconi, vuoi per non conoscenza bella e buona, vuoi perché non sanno
giustificare la loro inettitudine politica e i loro risultati prossimi allo
zero, mostrano un disprezzo completo per le istituzioni, per le parti sociali e
per la legge.
Il Parlamento? Un covo di perditempo.
I sindacati? Un danno per il paese.
Lo Statuto dei lavoratori? Un residuo preistorico da cancellare.
La Costituzione? Manco a parlarne.
La colpa è sempre degli altri, mai la propria. Nessuno è responsabile di nulla,
si compie una caccia alle streghe indicando un nemico tanto multiforme quanto
immaginario non rendendosi conto che i rimedi proposti altro non fanno che
peggiorare il male.
Verrà il giorno in cui comanderà un solo.
Non sarà un dittatore, ma l’unico sopravvissuto al darwinismo sociale dei
liberisti.
NOTE
(1): Cfr. http://www.corriere.it/economia/12_agosto_07/wsj-elogio-monti-euro_a93ff362-e052-11e1-8d28-fa97424fa7f2.shtml
(2): Cfr. http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/06/germania-e-europa-contro-monti-parlamenti-non-si-toccano/318071/