2012.08.06 – Vuoti
Ecco qua. Uno cerca di comprendere le ragioni di tutti e tutti, per fargli un dispetto, sragionano.
Prendete Antonio Di Pietro. Chi scrive lo aveva difeso dall’isolamento cui
Nichi Vendola e Pierluigi Bersani lo avevano condannato (mi si perdoni
l’espressione un po’ eccessiva), affermando che Di Pietro aveva le sue buone
ragioni per criticare Giorgio Napolitano.
Ebbene, cosa fa il leader dell’IdV? Rilascia un’intervista al settimanale
“Oggi” in cui rinfaccia a Napolitano di essere stato “attento al sistema dei
partiti durante la Prima Repubblica specie coltivando i suoi rapporti con
Mosca” (1).
Non credo che Di Pietro abbia detto cose lontane dalla realtà, anzi. Tuttavia,
mi chiedo, che senso ha rinfacciare cose sapute e risapute, quando si potrebbe
criticare l’attuale Presidente della Repubblica per aver rivestito il ruolo di
tutore di un governo che sta dissanguando la collettività?
Si potrebbe criticare Napolitano per non aver minimamente difeso la
Costituzione in occasione dell’introduzione del fiscal compact, per aver
appoggiato la cancellazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per
aver consentito che il diritto allo studio torni ad essere un privilegio degli
abbienti e per tante altre ragioni, invece...
Invece, niente.
È inutile: non vinceremo mai. Non abbiamo capacità di ragionamento e di
elaborazione politica, ci mancano i fondamentali, non abbiamo cultura, non
leggiamo, non studiamo, non ascoltiamo.
Siamo vuoti come un’asse di legno invasa dai tarli.
NOTE
(1): Cfr. http://www.repubblica.it/politica/2012/08/06/news/di_pietro_su_napolitano_craxi_disse_il_vero-40485327/