2012.07.27 - Poi si cade
Chissà cosa
pensava stamattina Mauro Antreoli? A 57 vissuti da operaio, forse.
Al lavoro nero nei cantieri, probabilmente.
Oppure a uno stipendio troppo basso (il suo) che non basta per arrivare alla
fine del mese.
E, chissà,
magari ai sindacati che faticano sempre di più a entrare nei luoghi di lavoro e
a difendere gli ultimi, alla pensione meritata eppure procrastinata da un governo
assassino, ai parenti lasciati a casa, ai figli che non hanno un lavoro, alla
polvere e alle bestemmie compagne di ogni giornata, a qualche soldo preso fuori
busta…
Non so se Mauro Antreoli abbia mai pensato, stamattina o prima, che potesse
volare giù da un tetto e morire con le ossa spezzate sull’asfalto.
Forse sì, forse lo ha pensato, tuttavia si spera sempre che, se deve accadere,
accade a qualcun altro. Poi si gira la clessidra e si aspetta l’arrivo della
sera per uscire sani e salvi, ringraziare quel dio che dovrebbe rendere
giustizia agli ultimi e invece non fa sentire mai la sua voce.
Mentre precipitava, Mauro Antreoli forse ha detto addio a tutto, soprattutto a
quel che non ha avuto. Un operaio di materiale possiede poco, di certo meno di
quel che meriterebbe. Ha però una cosa, che manca a chi ci governa: la dignità.
Mauro Antreoli avrà pochi secondi dai tg e ancor meno righe dai giornali. Si
vive da ultimi e si muore tali, sperando sempre in un domani migliore. Poi si
cade, e tutti quelli che contano si girano dall’altra parte facendo finta di
non aver sentito il rumore.
NOTE
(1): Cfr. http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/07/27/news/precipita_da_impalcautra_operaio_muore_sul_colpo-39832757/ .