2012.07.17 - Così come abbiamo sempre vissuto
Qualcosa, è chiaro, non torna. “Corriere della Sera”, “la Repubblica”, “La Stampa”, “Il Sole 24 Ore”, “Il Messaggero” e compagnia intonano continuamente le lodi al governo Monti e alla buona salute dell’economia italiana.
Sono i
giornali del pensiero unico, della cosiddetta responsabilità istituzionale.
Tale concetto tradotto in modo rozzo significa “mentire in modo cosciente per
paura che l’assetto di potere dominante crolli”.
La realtà è che il paese è sull’orlo del fallimento economico e morale.
L’altro giorno Ferruccio De Bortoli ha intervistato il ministro dell’Economia,
Grilli, il quale ha detto che nei prossimi anni è sua intenzione vendere
proprietà statali (beni immobili, aziende e quant’altro) per circa quindici
miliardi di Euro l’anno (1). Non credo sia opportuno e intelligente vendere e
terrei a ricordare quello che alla Bocconi non si studia, vale a dire che una
vendita non è una creazione di ricchezza, ma solo una trasformazione della
natura della stessa da immobiliare a mobiliare. L’obiezione può essere legata
al fatto che la trasformazione può essere utile a una riduzione del debito
pubblico italiano. Tale obiezione ha senso, ma un debito pubblico creato in
vari decenni da governi presumibilmente votati con entusiasmo dai bocconiani
non si riduce in un quinquennio, pena lo strangolamento di una nazione.
Peraltro, si dovrebbe ricordare che il debito pubblico si può ridurre anche
effettuando una riforma fiscale patrimoniale ed equa, tassando i capitali
improduttivi e i beni ecclesiastici (compresi gli edifici di culto), abbattendo
le spese militari, annullando spese folli come quelle per la Tav e investendo
in cultura e ricerca.
Poi: ma siamo sicuri che tutto sia appetibile per il mercato? Secondo me, no.
Lo spread è a quota 480, vale a dire ai livelli berlusconiani, per così dire.
La Sicilia è sull’orlo del default, o meglio, lo è un po’ più dell’intera
nazione (2). Un suo eventuale fallimento accelererebbe la fine dell’Italia.
Il prossimo anno non apriranno un migliaio tra licei e istituti superiori (3)
in quanto non ci sono i soldi nemmeno per far studiare i ragazzi.
Nel frattempo Napolitano, smesso di scambiarsi effusioni con Buffon, tenta di
fermare il lavoro dei magistrati di Palermo relativo alla trattativa tra Stato
e mafia (4). Una cosa del genere l’avrebbero fatta – tra i suoi predecessori –
solo Cossiga e Saragat da ubriaco.
Non usciremo nemmeno a testa alta dal campo di battaglia, insomma.
Moriremo senza dignità, così come abbiamo sempre vissuto.
NOTE
(1): Cfr. http://www.corriere.it/economia/12_luglio_15/grilli-intervista-debito-debortoli_76e4961e-ce3e-11e1-9b00-18ac498483bd.shtml
(2): Cfr. http://www.corriere.it/politica/12_luglio_17/monti-lombardo-dimissioni_658d40de-d01c-11e1-85ae-0ea2d62d9e6c.shtml
(3): Cfr. http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/14/la-scuola-non-attende-la-spending-review-verso-il-taglio-di-mille-istituti/293815/
(4): Cfr. http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/16/trattativanapolitano-solleva-conflitto-dattribuzione-contro-i-pm-di-palermo/295147/