2012.07.13 - L'orgasmo di Galan
Stupirsi del fatto che Berlusconi ha annunciato che guiderà il Pdl alle prossime elezioni mi pare da ingenui. Ci sarebbe stato di che meravigliarsi se egli avesse detto di voler fare un passo indietro, ma l’uomo ha notoriamente un’autostima molto alta.
Angelino Alfano era lì per distrarre gli sprovveduti. Una foglia di fico. Era stato innalzato perché politicamente innocuo, intellettualmente poco brillante (ci si perdoni l’eufemismo) e umanamente servile, quindi rimpiazzabile in ogni momento.
Anche Mussolini aveva nominato un suo successore, il conte Costanzo Ciano, uomo di provata lealtà e di ancor più certa imbecillità. Ciano venne scelto proprio per la sua limitatezza intellettuale e perché mai sarebbe stato capace di ordire un tentativo di scalzare il duce dalla poltrona. Il giorno in cui Mussolini fosse morto, Ciano sarebbe stato divorato dagli uomini di potere, che gli avrebbero tolto i calzini senza sfilargli le scarpe e si sarebbero scannati tra di loro per succedere al mascellone.
Lo stesso vale per Alfano, il quale – ci si perdoni la botta di lombrosianesimo – ha proprio scritto in faccia di non essere perspicace. Mettete una foto di un’aquila vicino a una foto di Alfano, e vi accorgerete che non si somigliano, e non solo per la calvizie del secondo.
Angelino ha fatto il suo tempo, ha svolto la funzione di paravento. Ora torna il padrone, gli toglie il giocattolo e lo manda a nanna.
Naturalmente, il Pdl senza Berlusconi è morto, e tutti lo sanno. Berlusconi coagula consensi per i motivi che tutti ben conosciamo: ha carisma, potere, astuzia e fiuto. Politicamente è una iattura (almeno per chi la pensa come me), ma il consenso lo sa creare e gestire.
Proprio per questo, all’interno del Pdl quasi nessuno si è permesso di manifestare contrarietà al ritorno del capo. Libero Pennucci, su “Il Giornale” ci informa che solo Giuliano Urbani e Giorgio Stracquadanio avrebbero obiettato qualcosa (1), ma si tratta di peones di terza fila.
Chi l’ha presa con parecchio entusiasmo è l’ex ministro Giancarlo Galan, il quale ha affermato che “Berlusconi in campo mi fa godere. Sto godendo molto di più di un orgasmo, questo godimento dura di più, moltissimo” (2). Galan passava per un uomo tutto sommato pacato, invece anche in lui emerge un machismo bilioso, una trivialità da circolo del rutto libero.
Quel che ci vuole per il paese.
NOTE
(1): Cfr. http://www.ilgiornale.it/news/interni/silvio-berlusconi-si-prepara-ritorno-campo-ticket-donna.html
(2): Cfr. http://www.corriere.it/politica/12_luglio_12/berlusconi-reazioni-nuova-candidatura-galan-fini_16734b82-cc30-11e1-b65b-6f476fc4c4c1.shtml