2012.07.05 – Imputtanirsi
Posso essere antipatico? Provo
fastidio per la continua esposizione di corpi femminili in televisione.
Non è solo una questione di centimetri di carne messi in vista (che sarebbe già
una cosa non da poco), è proprio l’idea della donna così come è strutturata
dalla televisione ad essere urticante.
L’altroieri sera stavo vedendo
“Veline”. Sei ragazze ogni sera concorrono per diventare vallette in quella
trasmissione di finta satira (o di pseudo-satira cripto-fascista) intitolata
“Striscia la notizia”.
L’unico requisito richiesto alle ragazze in questione è quello di essere
giovani e avvenenti: saper ballare, cantare, suonare uno strumento musicale e
mettere quattro parole in fila (ci si accontenterebbe di
soggetto-predicato-complemento, nulla di trascendentale) è inutile, una serie
di orpelli di cui liberarsi.
Lo spettacolo, va da sé, è triste. Al di là di quattro ancheggiamenti fatti
pure male, nulla c’è da vedere. La vera mortificazione della donna si consuma
sera dopo sera, presentata da Ezio Greggio, una delle persone più prive di
talento che mi sia mai stato dato di vedere. La donna non deve mostrare di
pensare, di saper fare qualcosa, di valere, di possedere delle doti artistiche,
di avere un cervello. Deve solo essere un oggettino invitante, una preda del
desiderio sessuale maschile, un’entità priva di qualsiasi forma di soggettività
diversa dall’ammiccamento.
Fanno rabbrividire i discorsi di queste ventenni: banalità, luoghi comuni,
florilegi di pseudo-concetti politicamente corretti. Una ragazza ha detto
“Vorrei fare l’assistente sociale perché mi piace aiutare questa gggente”
riferendosi evidentemente a persone aventi problemi familiari o di salute.
Subito, al telespettatore astioso (che sarei io) è balenata l’idea che “questa
gggente”, se un giorno dovesse trovarsi a scegliere tra essere aiutata da
assistenti sociali di questo genere o essere eliminata da un piano eugenetico
di stampo hitleriano, farebbe bene a scegliere questa seconda opzione: se non
altro, soffrirebbe molto di meno.
Dice: ma questo è il popolo, e tu non puoi sentirti superiore ad esso,
altrimenti diventi uno snob, un radical chic, uno spregevole e antipatico
individuo con la puzza sotto il naso.
No, non è vero. Io non odio il popolo. Io lo difendo. Proprio perché sono
comunista (e lo dico senza celare un certo orgoglio), detesto il modo in cui le
masse sono state ridotto a caricatura di se stesse dal consumismo e dalla
abbrutente vacuità dei media. Non ce l’ho con il popolo, ce l’ho con il
fascismo dei nostri tempi (quanto aveva ragione Pier Paolo Pasolini) e con la
pervicace opera di lobotomizzazione delle masse che esso attua.
Ancor più delle ragazze, mi fanno pena i loro genitori che spesso le guardano
sorridenti ed entusiasti sotto il palco. Non credo di essere l’unico a non
comprendere le ragioni di tanta felicità. Se si compiacciono delle performance
artistiche delle figlie, sbagliano di grosso. Se pensano che le loro creature
che si stanno dimenando sul palco possano essere ritenute belle, pure.
Intendiamoci, la fisicità è una componente non secondaria della bellezza, né
deve essere considerata una cosa di cui vergognarsi. Essa non è nemmeno sinonimo
di stupidità. Ma se la fisicità non è un demerito, essa non può essere ritenuta
neanche un merito. L'avvenenza fisica è una partita a dadi, un colpo di
fortuna, per di più di durata limitata. Ciò che rende davvero bella una persona
– sia essa donna o uomo – è quel lungo lavoro di autocostruzione e
autoformazione che siamo soliti chiamare fascino. Le componenti che lo
caratterizzano sono tante, e vanno dalla buona educazione all’intelligenza, dal
modo di porsi alla sensibilità, dalla cultura (che è cosa ben diversa dal
titolo di studio posseduto) all’ironia.
Non riesco a vedere fascino nella sola dimensione fisica, e meno che mai
nell’ostentazione della medesima: ogni ostentazione è difatti irrimediabilmente
volgare.
Dice: ma le donne hanno lottato per decenni al fine di essere libere di
mostrarsi come, quanto e quando vogliono.
È vero, ma il modello della donna, così come lo vediamo in tv, tutto è fuorché
una scelta “libera” delle donne, bensì è l’adesione – più o meno conscia – a un
modello di potere strettamente maschile. E se non fosse così, se cioè il tutto
aderisse realmente a un modello femminista, sarebbe triste usare la libertà
solo per imputtanirsi.