2012.06.24 - Il peso dei cattolici
Dice Ernesto Galli della Loggia che i cattolici in Italia sono irrilevanti.
Scrive EGdL
sul “Corriere della Sera” di oggi: “Davanti alla Repubblica sta una difficile
via modellata su un abito nuovo di serietà e di sobrietà: una via fatta anche
di rinunce a traguardi che sembravano ormai acquisiti per sempre, di spirito di
sacrificio. Lo è già ora, ma ancor più nei tempi che si annunciano sarà questo
il vero patriottismo. E sarebbe davvero singolare che l'ethos cristiano - ma
vorrei dire religioso in genere - che a dispetto di ogni secolarizzazione
permea ancora di sé vaste masse di italiani, restasse estraneo proprio rispetto
a questa sfida. Che alla fine è una sfida innanzi tutto culturale e ideale”
(1).
Non mi ero accorto che per essere onesti e probi, politicamente capaci e
innovatori, occorresse essere cattolici. Lo dico senza scortesia alcuna: non
capisco come abbia fatto ad avvedersene EGdL. I cattolici che oggi vedo io si
chiamano Roberto Formigoni, Luigi Lusi, Francesco Rutelli, Nicola Mancino:
francamente da loro non c’è nulla da imparare, semmai solo da disimparare.
Quale etica diversa trasmettono oggi i cattolici italiani e quale etica diversa
ha trasmesso nella sua lunga storia la Democrazia cristiana? Terrei a ricordare
che quest’ultima è stata il partito degli Andreotti e dei De Mita, dei Salvo
Lima e dei Ciancimino, dello scandalo Montesi e delle amicizie con i banchieri
Giuffrè, Sindona e Calvi, degli scandali relativi all’aeroporto di Fiumicino,
ai petroli, all’affaire Lockeed e potrei continuare per diverse righe. I
cattolici migliori di questo paese sono stati estranei alla Dc o, per motivi
diversi, ne sono usciti (si pensi solo a Giuseppe Dossetti e a Mario Melloni).
Se il nostro paese oggi è quel che è (un coacervo inestricabile di
inettitudine, amoralità, corruzione, malaffare e meretricio con squilibri
socio-economici di devastante portata), la colpa è di quei cattolici che lo
hanno governato per decenni e ancora oggi chiedono di governarlo (per tacere
delle nefaste influenze di quell’entità medievale che ha sede nella Città del
Vaticano).
Farebbe bene a rendersene conto EGdL, che pure asserisce di fare lo storico.
Abiti di serietà e di sobrietà sono stati addosso a don Milani e a La Pira, non
a Giovanni Leone né ad Amintore Fanfani. Ha fatto eccezione Aldo Moro, è vero,
il quale però è stato un caso pressoché unico in un partito composto di
Gaspari, Tupini, Gonella, Forlani, Colombo e compagnia immoralmente cantante.
Il guaio dell’Italia – invero non il solo, ma uno tra i tanti – è il troppo
peso che un certo tipo di cattolici ha posseduto e possiede.
A meno che il buon EGdL, riferendosi alla moralità dei cattolici, non si
riferisse a Marcinkus…
NOTE
(1): Cfr. http://www.corriere.it/editoriali/12_giugno_24/editoriale_d03b394c-bdc3-11e1-a8f4-59710be8ebe6.shtml