2012.06.01 - Alberto Mario Banti e la parata del 2 giugno
Un bellissimo e da me totalmente condiviso articolo di Alberto Mario Banti sulla parata militare del 2 giugno.
È tratto da http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/30/la-parata-militare-non-simbolizza-i-valori-della-repubblica/246960/
.
La parata
militare non simbolizza i valori della Repubblica
di Alberto Mario Banti | 30 maggio 2012
Nonostante il parere del presidente Napolitano, continuo a pensare che la
campagna lanciata su twitter con il tag #no2giugno
sia giustissima. Dopodiché penso anche che la parata militare andrebbe abolita
per sempre, e non solo nelle circostanze di questi terribili giorni. Perché mi
sembra difficile accettare il suo valore simbolico.
La Festa del 2 giugno ricorda ciò che è accaduto sessantasei anni fa, il 2
giugno del 1946: ricorda il referendum istituzionale, che ha abolito la
Monarchia e istituito la Repubblica; ricorda la scelta dei rappresentanti
all’Assemblea Costituente, eletti a suffragio universale (per la prima volta
votano anche le donne). Il lavoro dell’Assemblea Costituente ha prodotto una
Costituzione che è tuttora tra le più belle dell’intero Occidente (e se fosse
integralmente rispettata sarebbe una vera meraviglia). Una Costituzione che,
tra le altre cose, all’art. 11 dice che «L’Italia ripudia la guerra come
strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione
delle controversie internazionali».
E allora, perché mai l’esibizione della forza militare con una parata davanti
alle massime autorità dello Stato sarebbe un riassunto simbolico di quelle
vicende e dei valori della Costituzione repubblicana? Sebbene sia chiara
l’importante funzione che l’esercito svolge nella cornice istituzionale di una
Repubblica, come si può accettare che solo i militari offrano una sintesi
simbolica dei valori della Repubblica?
Qualcuno poteva nutrire ancora un’idea di questo genere quando l’esercito era
basato sulla coscrizione obbligatoria e si poteva usare la retorica della
«nazione in armi»; ma adesso che l’esercito è un corpo professionale, né più né
meno di tanti altri che costituiscono l’intera struttura della società
italiana, proprio non si capisce quale centralità simbolica gli si possa
affidare.
E dunque, perché la parata militare? Perché – consciamente o inconsciamente –
l’immaginario di coloro che hanno adottato questa soluzione è abitato dal
ricordo delle parate militari fasciste o di quelle, pure numerose, che si
tenevano nel Regno d‘Italia pre-fascista. Far sfilare l’esercito era una
esplicita dichiarazione di mascolinità combattente, di esaltazione del
sacrificio bellico, di educazione a uccidere e ad essere uccisi. Vi sembra che
esageri? Allora andatevi a prendere Cuore
di De Amicis, e leggete la pagina che si intitola L’esercito, 11 giugno, domenica: lì si vede
chiaramente che tipo di valori simbolici si volevano trasmettere alle giovani
generazioni con le parate militari: esaltazione della nobiltà della guerra,
della bellezza del morire, dell’eticità del dare la morte.
Beh, liberiamoci di questo passato. E aboliamo per sempre la parata militare. E
se vogliamo continuare a ricordare una bella data, come quella del 2 giugno del
1946, potremmo farlo organizzando – che so? – una bella sfilata di bambini e
bambine che vengano da tutte le parti d’Italia; una sfilata colorata, rumorosa
e allegra, che celebri con gioia i valori della Repubblica, e impegni tutti
quanti gli adulti a costruire un buon domani per le future generazioni
d’Italia.