2012.03.12 - Maschi con i tacchi

Premessa: sarò scortese e antipatico. Quando sento dire che se il mondo, o solo il nostro paese, fosse governato dalle donne sarebbe migliore, inorridisco.

Si tratta di un’affermazione politically correct che non significa nulla, che si pronuncia nei salotti televisivi del pomeriggio per fare bella figura e aggiudicarsi comparsate ulteriori lautamente ricompensate. Una vera e propria idiozia che non ha capo né coda.


Prendete Elsa Fornero. Alcuni giorni fa i precari e le precarie di “OccupyWelfare” hanno compiuto un’irruzione pacifica all’interno della sede del Ministero del Lavoro, in Via Veneto, a Roma, per consegnare alla ministra una lettera (1). La “thatcherina alla bagna càuda” ha ricevuto alcune precarie di “OccupyWelfare” ed ha approfittato dell’occasione per impartire alle disoccupate una lezioncina da saputella. Tra l’altro, la ministra ha detto alle ragazze che  “è un momento di crisi per tutti e tutti devono fare sacrifici” (chissà se lo dice anche a sua figlia, che insegna nella medesima università di papà e mammà) e che non è assolutamente pensabile introdurre in Italia un reddito garantito a tutela di precari e disoccupati. “Ci ha detto “ ha raccontato la ricercatrice precaria Giulia Bucalossi “che l'Italia è un Paese ricco di contraddizioni, che ha il sole per nove mesi l'anno e che con un reddito base la gente si adagerebbe, si siederebbe e mangerebbe pasta al pomodoro”.
Non so voi, ma un’affermazione talmente stupida e similmente razzista a me ha fortemente infastidito. Non che da una signora scarsamente acculturata come Fornero mi attendessi granché di diverso, solo che in confronto alle analisi intellettuali della ministra la storica copertina anti-italiana di “Der Spiegel” del 1977 con una P38 adagiata su un piatto di spaghetti supera in raffinatezza analitica il più illuminato dei saggi antropologici di Claude Lévi-Strauss.

In un’intervista concessa ad Antonella Baccaro del “Corriere della Sera”, la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, ha affermato che la Tav si deve fare in quanto “il Paese ha un disperato bisogno di investimenti” (2). Ora, che ci sia necessità di investimenti e di politiche keynesiane mi pare pacifico. Tuttavia, già che ci siamo, questi investimenti dovrebbero essere sensati, produttivi, utili e ambientalmente sostenibili, altrimenti si compiono solo danni. Non è che se un malato peggiora, gli si dà una medicina qualsiasi, un farmaco purchessia, perché in questo caso non si guarisce la patologia di cui soffre, ma la si aggrava. Questa analisi assai elementare sarebbe condivisa da qualsiasi alunno di quarta elementare non particolarmente brillante, ma non trova d’accordo la segretaria generale della Cgil. La cosa, per usare un eufemismo, fa accapponare la pelle, perché un sindacato ha il dovere di tutelare il bene dei lavoratori e del paese, non di chiedere la realizzazione di un’opera priva di senso e di utilità, incerta nei costi e nella durata, che espone i lavoratori e la popolazione civile a rischi enormi per la salute pubblica. Susanna Camusso, invece, non dissimilmente da Pierluigi Bersani e da quel partito-barzelletta che è il Pd, sente il dovere di tutelare gli interessi delle cooperative rosse vincitrici degli appalti per la Tav e di mettere il freno alla Fiom. Complimenti alla signora, speriamo che un giorno finisca a fare la banchiera come Sergio Chiamparino (3): sarebbe un gesto redditizio (per lei) e coerente.

Belen Rodriguez, come è noto e arcinoto, si è presentata sul palco del Teatro Ariston di Sanremo con un vestito che non lasciava alcuno spazio all’immaginazione, ostentando una farfalla tatuata vicino al pube. Belen Rodriguez è una donna di grande bellezza fisica e al molto che la natura le ha dato da questo punto di vista si aggiunge l’operato di qualche chirurgo plastico.
La bellezza non è e non deve essere considerata una colpa. Come tutte le cose, non deve essere mortificata, ma vissuta in modo sano e leggero. L’ostentazione inevitabilmente sconfina sempre nella volgarità, e comporta l’errore uguale e contrario rispetto alla mortificazione: la bellezza viene così considerata non una colpa, bensì un merito, un elemento di superiorità, e questo non può essere accettato.
Si dirà, fondatamente: ma è la cultura maschilista che impone a Belen Rodriguez (e a tutte le show-girl che lavorano nel querulo mondo della televisione italiana) di presentarsi in un certo modo. L’obiezione è sensata e ad essa deve aggiungersi un’altra considerazione: trattandosi di ragazze avvenenti ma prive di ogni talento, se Belen e le varie show-girl come lei non si presentassero sempre scoperte, cosa saprebbero fare? Nulla, temo.
Ciò detto, però (e questo non toglie alcuna responsabilità al volgare maschilismo della società italiana), non credo che a Belen Rodriguez sia stato imposto di indossare quel vestito mentre le si puntava una pistola alla tempia. Voglio dire che il modello maschilista deve essere ben accettato dalle Belen di questo paese, visto come si presentano in tv, per cui a loro deve essere mosso il medesimo rimprovero che va rivolto a noi maschi.

Perché accade tutto questo? Perché Fornero, Camusso e Rodriguez – fatte salve le loro evidenti diversità – possono essere accomunate dalla stessa critica? Semplice. Perché quella cosa nobile che si chiamava cultura femminista (la quale aveva pure eccessi inaccettabili e infantili, ma di certo conteneva in sé principi di grande giustezza) ha perso. Non si è mai tradotta in realtà. E questo non solo per colpa di noi maschi, ma anche per colpa delle stesse donne.
Le donne, duole dirlo, non hanno portato alcuna novità quando – pur se in numero limitatissimo – sono entrate nella stanza dei bottoni. Esse hanno accettato la cooptazione, il che significa che hanno dovuto spogliarsi di ogni elemento critico nei confronti del potere. Legate e imbavagliate (anzi, legatesi e imbavagliatesi, perché per loro Parigi valeva bene una messa e anche molto altro) le donne al potere sono solo dei maschi con i tacchi, né più, né meno. Esse non hanno vinto, ma sono andate consapevolmente incontro alla sconfitta, loro e di tutta la società.
Ecco perché Fornero e Camusso si comportano nel modo che sappiamo. Ecco perché Belen Rodriguez e le sue colleghe vanno persino al di là del più animalesco immaginario maschile. Fare un po’ di autocritica, credo, servirebbe.


NOTE
(1): Cfr.
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_marzo_8/blitz-precari-ministero-lavoro-piano-fonerno-2003598133501.shtml
(2): Cfr.
http://www.corriere.it/economia/12_marzo_11/camusso-tav-articolo18_ee4227a4-6b4b-11e1-a02c-63a438fc3a4e.shtml
(3): Cfr.
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/economia/articolo/lstp/445851/