2012.03.10 - Tristi e ridicoli
Joseph Ratzinger, quando parla, lascia perplessi. L’ultima sua uscita riguarda l’esaltazione della castità.
Come ci ricorda Marco Tosatti de “La Stampa”, il papa ha detto: “Tutti i nostri sforzi in quest'ambito sono diretti al bene dei minori, che hanno il diritto fondamentale di crescere con una sana comprensione del posto della sessualità nelle relazioni umane. I bambini sono il più grande tesoro e il futuro di ogni società: curarsi davvero di loro significa riconoscere la nostra responsabilità di insegnamento e difesa, e di vivere le virtù morali che sono la chiave della realizzazione umana” (1).
Cosa c’entri la castità con la buona educazione dei figli risulta misterioso.
Il nesso tra castità, chiesa ed educazione dei bambini appare invece più chiaro quando si legge la vicenda di don Marco Mangiacasale, un parroco di 48 anni che aveva l’intenzione di fidanzarsi con una bambina tredicenne (2).
Ora Mangiacasale è in carcere con l’accusa di violenza sessuale continuata.
I suoi fedeli dicono che era un bravissimo prete e che «aveva dato un nuovo slancio all'oratorio e alla parrocchia».
Chissà se la tredicenne si sente tutelata nel suo diritto di “crescere con una sana comprensione del posto della sessualità nelle relazioni umane”?
Chissà se Ratzinger vorrà mai incontrare la bambina per tentare di capire?
Chissà se qualcuno, prima o poi, avrà il coraggio di dire quanto siano tristi e ridicoli certi ministri del culto, e quanto sia triste e ridicolo dare loro ascolto?