2008.06.19 - Misunderstandings
a) Silvio Berlusconi si preoccupa della sicurezza dei cittadini italiani. Per
questo fa schedare i nomadi, amplia la possibilità di incarcerare i migranti
negli ex Cpt, considera i clandestini dei potenziali delinquenti e così via.
La vita ed i pochi libri letti ci hanno insegnato che tutto è relativo. Da
ciò consegue che ciò che risulterebbe (mai condizionale fu più doveroso)
pericoloso per noi comuni mortali può essere secondario per ha un impero
industriale, e ciò che insidia la sicurezza di un miliardario non tange un
normale cittadino. Ciò non toglie, però, che anche il ricco imprenditore sia un
cittadino italiano ed in quanto tale abbia il diritto a vedersi garantita la
sicurezza personale. Questo deve avere pensato Silvio Berlusconi quando ha
deciso di far inserire nel cosiddetto "pacchetto sicurezza un
emendamento in cui si impone ai giudici di perseguire determinati reati e di
accantonare per un anno alcuni processi ritenuti non urgenti. Tra questi
processi, guarda caso, ce n'è uno che lo vede imputato. Fraintendimento numero
uno: quello di chi crede che la democrazia funzioni così.
b) Di fronte al fatto di cui al punto soprastante, Walter Veltroni ha detto che così facendo si mina il dialogo ed il clima costruttivo instauratosi nella politica italiana. Dopodiché ha perfino minacciato di far recitare al Pd il ruolo del partito di opposizione. Fraintendimento numero due: quello di chi si sopravvaluta.
c) Come tutti sapete, ieri sono cominciati gli esami di maturità con la prova di italiano. Tra i temi proposti ve n'era uno che chiedeva di commentare una poesia di Eugenio Montale. Ai maturandi si domandava di analizzare il rapporto tra il poeta e "il ruolo salvifico e consolatorio della figura femminile". Peccato che la poesia in questione non sia dedicata ad una donna ma ad un ballerino russo amico di Montale, Boris Kniaseff. Peccato anche che i versi non parlino d'amore ma d'amicizia e che Montale non fosse omosessuale, per cui chi ha scelto questo tema non si sa cosa possa aver scritto. La ministra Mariastella Gelmini, di cui poco si parla perché non ha mai manifestato l'intenzione di posare per un calendario, resasi conto dell'accaduto ha provveduto a rimuovere la (peraltro presunta) responsabile di questa bestialità. Fraintendimento numero tre: quello di chi presume di essere colto. Chi sono quelli che non hanno la licenza liceale? I ragazzi che stanno sostenendo gli esami in questi giorni o alcuni dipendenti del Ministero della Pubblica Istruzione?
d) E' morto Mario Rigoni Stern, una delle massime figure della letteratura italiana contemporanea, un intellettuale per il quale si era caldeggiata l'assegnazione del Premio Nobel. La notizia è stata diffusa martedì pomeriggio. All'ora di cena ho visto il Tg1, che ha parlato del triste evento con un servizio semplice ma molto limpido di Vincenzo Mollica. Poi ho sintonizzato la televisione su Canale 5. Il Tg5 ha dato la notizia da studio, in breve, senza servizi di commento. Subito dopo ha dedicato un paio di minuti al matrimonio di Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci, illustrandoci con dovizia di particolari e non celato compiacimento le babbucce di lui e la scollatura di lei. A quanto mi risulta, ma potrei sbagliarmi, né per il signor Briatore né per la di lui consorte si è mai ipotizzata una possibile candidatura al Nobel, ed in ogni caso (ma questa è un'opinione personale e decisamente di minoranza), mi sento di poter dire che la figura di Rigoni Stern ha meriti e prestigio ben superiori a quella dei due sposini. Però un sedicente organo di informazione reputa un evento centrale il matrimonio tra due pseudo-divi e sfiora quasi infastidito la morte di un grande uomo di cultura. Così facendo, il sedicente organo di informazione non solo compie una scelta editoriale quantomeno discutibile, ma soprattutto crea senso comune, trasmette (dis)valori, modella la mentalità di chi lo guarda abbrutendo il livello intellettuale di chi è davanti allo schermo. Fraintendimento numero quattro: pensare che la tv sia un mass media autorevole. Tranne poche e ben precise eccezioni, la televisione è un mezzo di imbarbarimento e non di emancipazione e crescita culturale. Fosse vivo Karl Marx, forse penserebbe che di oppio dei popoli non ce n'è solo uno.
b) Di fronte al fatto di cui al punto soprastante, Walter Veltroni ha detto che così facendo si mina il dialogo ed il clima costruttivo instauratosi nella politica italiana. Dopodiché ha perfino minacciato di far recitare al Pd il ruolo del partito di opposizione. Fraintendimento numero due: quello di chi si sopravvaluta.
c) Come tutti sapete, ieri sono cominciati gli esami di maturità con la prova di italiano. Tra i temi proposti ve n'era uno che chiedeva di commentare una poesia di Eugenio Montale. Ai maturandi si domandava di analizzare il rapporto tra il poeta e "il ruolo salvifico e consolatorio della figura femminile". Peccato che la poesia in questione non sia dedicata ad una donna ma ad un ballerino russo amico di Montale, Boris Kniaseff. Peccato anche che i versi non parlino d'amore ma d'amicizia e che Montale non fosse omosessuale, per cui chi ha scelto questo tema non si sa cosa possa aver scritto. La ministra Mariastella Gelmini, di cui poco si parla perché non ha mai manifestato l'intenzione di posare per un calendario, resasi conto dell'accaduto ha provveduto a rimuovere la (peraltro presunta) responsabile di questa bestialità. Fraintendimento numero tre: quello di chi presume di essere colto. Chi sono quelli che non hanno la licenza liceale? I ragazzi che stanno sostenendo gli esami in questi giorni o alcuni dipendenti del Ministero della Pubblica Istruzione?
d) E' morto Mario Rigoni Stern, una delle massime figure della letteratura italiana contemporanea, un intellettuale per il quale si era caldeggiata l'assegnazione del Premio Nobel. La notizia è stata diffusa martedì pomeriggio. All'ora di cena ho visto il Tg1, che ha parlato del triste evento con un servizio semplice ma molto limpido di Vincenzo Mollica. Poi ho sintonizzato la televisione su Canale 5. Il Tg5 ha dato la notizia da studio, in breve, senza servizi di commento. Subito dopo ha dedicato un paio di minuti al matrimonio di Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci, illustrandoci con dovizia di particolari e non celato compiacimento le babbucce di lui e la scollatura di lei. A quanto mi risulta, ma potrei sbagliarmi, né per il signor Briatore né per la di lui consorte si è mai ipotizzata una possibile candidatura al Nobel, ed in ogni caso (ma questa è un'opinione personale e decisamente di minoranza), mi sento di poter dire che la figura di Rigoni Stern ha meriti e prestigio ben superiori a quella dei due sposini. Però un sedicente organo di informazione reputa un evento centrale il matrimonio tra due pseudo-divi e sfiora quasi infastidito la morte di un grande uomo di cultura. Così facendo, il sedicente organo di informazione non solo compie una scelta editoriale quantomeno discutibile, ma soprattutto crea senso comune, trasmette (dis)valori, modella la mentalità di chi lo guarda abbrutendo il livello intellettuale di chi è davanti allo schermo. Fraintendimento numero quattro: pensare che la tv sia un mass media autorevole. Tranne poche e ben precise eccezioni, la televisione è un mezzo di imbarbarimento e non di emancipazione e crescita culturale. Fosse vivo Karl Marx, forse penserebbe che di oppio dei popoli non ce n'è solo uno.