2008.06.09 - Aspettando il miracolo



La storia è semplice quanto drammatica. Una coppia di fidanzati si ama. A un certo punto lui ha un gravissimo incidente stradale che ne mette in pericolo l'integrità fisica.
Rischia di perdere per sempre l'uso delle gambe. Il ragazzo ha ventisei anni, la fidanzata più o meno la stessa età. I due vogliono sposarsi lo stesso, pare che i sentimenti a volte siano più forti delle disavventure e dei traumi fisici. Il vescovo di Viterbo, tale Lorenzo Chiarinelli, non concede loro il nulla osta. Questo perché il giovane, in seguito all'incidente, potrebbe non essere più in grado di procreare. Chiarinelli sostiene che la decisione non si deve ad una sua valutazione soggettiva, ma è un'applicazione delle norme del diritto canonico dalle quali egli non può prescindere. Oltre a ciò, egli afferma che si tratta di una "decisione condivisa" con la coppia e che (ovviamente usando il pluralis majestatis) "il precetto d'amore di Cristo è per noi, sempre, norma di vita, nell'ordinario e nello straordinario" (1).

Dopo i fatti, il commento. La decisione è stata talmente condivisa che la coppia si è sposata con rito civile in un ospedale romano. A celebrare le nozze è stato Ugo Sposetti, capogruppo dell'opposizione in Consiglio comunale a Viterbo. Tra il pubblico era presente anche il parroco che avrebbe dovuto celebrare le nozze. Chiarinelli afferma che il precetto dell'amore cristiano è alla base di ogni sua azione quotidiana. Chi scrive si permette di dissentire da questa sua autovalutazione. Cristiano o meno che sia, l'amore è solidarietà reciproca, elemento di superamento delle difficoltà morali e materiali. Chi davvero ama, queste cose le sa. Infatti i due ragazzi viterbesi lo sanno.

Un'ultima cosa. Chi scrive non è credente ma ricorda che nei testi sacri del Cristianesimo è scritto che Gesù Cristo, espressione della Trinità divina, moltiplicava pani e pesci per gli affamati, parlava con gli ultimi, guariva gli infermi ed i malati. Sulla veridicità di questi miracoli ognuno è libero di avere le sue valutazioni, mentre meno opinabili sono le intenzioni di Cristo. Qualora un'entità superiore esistesse davvero, sarebbe bello che finalmente utilizzasse la sua forza per effettuare il miracolo che noi tutti attendiamo: illuminare le menti degli stupidi.




NOTE
(1): Cfr. http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_07/matrimonio_paraplegico_viterbo_077d3190-34bf-11dd-befe-00144f02aabc.shtml