2008.05.28 - Ladri di bambini



Leggo su http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=75800 il sunto del rapporto di Save the children, "Nessuno a cui dirlo".
Secondo l'associazione, i militari dell'Onu (i quali dovrebbero essere portatori di pace) ed anche esponenti delle organizzazioni umanitarie si macchiano troppo spesso di abusi sessuali su bimbi (perfino di 6 anni).

Gabriela Jacomella (cfr. http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_28/jacomella_87c99a78-2c77-11dd-8f6e-00144f02aabc.shtml ) ci informa che un/a ragazzo/a italiano/a su 6 è o è stato vittima di atti pedofili. Ogni anno sono non meno di 41.000 i casi di molestie sessuali sui più piccoli.

Si tratta di notizie destinate a fare poco rumore. Lo sport nazionale ultimamente è diventato dare la caccia al rom. Caccia fisica ed anche morale. A detta di molti, i nomadi sarebbero ladri di bambini. Si tratta di una leggenda becera, una sorta di "Protocolli di Savi di Sion" in minore. Eppure attecchisce (come attecchì ed attecchisce l'antisemitismo).

Attecchisce assai meno la realtà, la quale vede una parte di occidentali stanziali, dediti alla famiglia ed al lavoro, sfogare i propri istinti più biechi sulle persone indifese. Pare a chi scrive che il benessere obnubili le nostre capacità (auto)critiche. I colpevoli sono sempre gli altri, specie quando sono poveri (come noi lo siamo stati non troppi anni fa).

Se spegnessimo la televisione e avessimo il coraggio di guardarci allo specchio, avremmo l'amara sorpresa di vederci ladri di bambini, usurpatori del diritto alla felicità dei più piccoli. Ma non lo faremo mai: è dura ammettere di essere peggiori di quelli cui tiriamo le molotov.