2008.05.22 – Clandestini



L'appena insediato Governo Berlusconi ha tenuto il suo primo consiglio a Napoli. Un po' di demagogia non guasta mai.
Certo, le vie centrali del capoluogo partenopeo liberate dall'immondizia hanno fatto effetto. Io ovviamente sono prevenuto e ciò mi ha fatto tornare in mente Franco Battiato che in una sua vecchia canzone affermava "Quante squallide figure che attraversano il paese, com'è misera la vita negli abusi di potere". Ma non datemi retta, ormai sono solo un povero extraparlamentare.

In quel di Napoli, tra le altre cose, sono state prese decisioni politiche rilevanti. Sarà presto in vigore un decreto legge con il quale la pena per determinati reati sarà più grave se a commettere i reati stessi sarà una persona che non ha il permesso di soggiorno. Nel mio piccolo, reputo la cosa aberrante. Perché la legge deve essere più severa per alcuni e meno per altri? Perché l'ordinamento deve prevedere pene diverse in base alla cittadinanza? Di questo passo potranno anche essere introdotte sanzioni diverse a seconda del sesso, delle opinioni politiche, del colore della pelle e della religione professata?

Assieme al previsto decreto legge, vi saranno uno o più disegni normativi che introdurranno (se il Parlamento li approverà) il reato di immigrazione clandestina. Se tutto questo dovesse diventare legge dello Stato, ci troveremmo in un solo giorno con 600/700.000 latitanti in giro per il paese. Come faremmo a metterli tutti in carcere? E soprattutto, in quali carceri? Non solo: a rigor di logica, se esiste il reato di immigrazione clandestina non potrà non esistere il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina medesima. Poiché la gran parte di noi conosce almeno un clandestino, qualora il cittadino italiano "x" non si peritasse di andarlo a denunciare alle Forze dell'Ordine, non commetterà un reato anch'egli? Quanti Tribunali ci vorrebbero per espletare la mostruosa mole di lavoro che scaturirebbe da una simile norma legislativa?

Pare che in Italia, nonostante non esista più un'opposizione, ci sia ancora una Costituzione, il cui dettato afferma tra l'altro che "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo" (Art.2), che "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali" (Art.3) e che la Repubblica "riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale" (Art.35).

E pare che esista ancora una Corte Costituzionale, assolutamente non clandestina.