2008.05.03 - Italia, 2008



Questo sito riapre i battenti dopo quasi undici mesi di inattività. Pare che a qualcuno sia addirittura mancato, ma chi sta scrivendo non ama i complimenti.
Fanno piacere, è vero, ma non per questo sono meritati.
Ciò premesso, in undici mesi molte cose sono cambiate. In questi giorni, rileggendo i vecchi articoli, mi sono reso conto che certe mie affermazioni erano inesatte (la necessità di un hub nazionale a Malpensa, ad esempio) e che in molti casi le mie previsioni sono state quantomeno imprecise: avevo spesso dato per politicamente bollito Silvio Berlusconi, ad esempio, invece il migliore amico di Marcello Dell'Utri e Cesare Previti ha dimostrato di avere sette vite come i gatti.

Ma Berlusconi sa bene che un grande merito del suo trionfo elettorale lo deve a Walter Veltroni. Nel momento in cui nel nostro paese si fronteggiavano due leader politici di straordinaria debolezza (il Presidente del Consiglio Romano Prodi, a capo di un esecutivo inconcludente, e lo stesso Berlusconi), il buon Veltroni, con una sagacia tattica degna di Cappuccetto Rosso, non trovava di meglio che andare a spaccare il Governo ed a ricompattare un fronte di destra che era diviso come non mai dal 1994 (ve lo ricordate Fini che definiva una buffonata l'annuncio della nascita del Pdl?). Il resto è storia risaputa che non starò a riepilogare. Tutti sanno come sono andate le elezioni.

Quello che mi preme dire in questa sede, però, è che Berlusconi ha dato vita a un esecutivo di straordinaria portata. Non ero in Italia quando il proprietario del gruppo Fininvest incastonava ministri come diamanti in un anello. Nel leggere i giornali ho avuto momenti di autentica commozione che mi hanno fatto sentire fiero di essere un italiano. Andiamo per ordine.

Innanzitutto Silvio Berlusconi ci ha dotato di colei la quale è, oggettivamente, il più bel ministro dei mondo: Mara Carfagna, titolare del dicastero delle Pari Opportunità. Poco più che trentenne, campana, ex showgirl (di non grandissimo successo, ma i geni non sempre vengono compresi e di rado imboccano la strada giusta al primo colpo), la dottoressa Carfagna ha subito suscitato l'entusiasmo ormonale della stampa internazionale, la quale ne aveva peraltro legittimamente piene le tasche di Carla Bruni (che, detto tra noi, non è nemmeno bella).

Dopo di ciò, Berlusconi ha nominato ministro dell'Ambiente un'altra donna iscritta a Forza Italia, Stefania Prestigiacomo. La dottoressa Prestigiacomo è famosa per cinque motivi: a) a detta di molti è avvenente (ma in base a quali criteri le donne possono iscriversi a Forza Italia?); b) vanta una strepitosa imitazione da parte di Paola Cortellesi; c) interrompe sempre e comunque l'interlocutore durante i dibattiti tv (e coerentemente lo fa intervenendo quasi sempre a sproposito); d) i maligni dicono sia stata l'amante di Gianfranco Fini (ciò, sempre per i maligni, potrebbe almeno in parte spiegare il punto "a"); e) è una donna molto ricca essendo figlia di un industriale siracusano. Proprio al punto "e" casca l'asino. Marco Lillo, giornalista di grande fiuto, qualche anno fa pubblicò questo articolo, che i più si sono scordati:



LA FABBRICA DELLE MALATTIE

da "L'Espresso" del 25 ottobre 2001

Il gruppo chimico che il ministro possiede con la famiglia è sotto inchiesta.
Dopo la bancarotta fraudolenta, spuntano strani disturbi.


Combatterò le ineguaglianze sociali, i problemi dei più deboli, degli invalidi.... Il ministro delle Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, ha le idee molto chiare.
Per realizzarle non deve andare lontano.
sarebbe sufficiente che poggiasse lo sguardo sui casi umani della sua azienda, la Ved di Siracusa.
Per esempio su tre operai che hanno avuto figli con malformazioni congenite.
O su quelli che non hanno mai fumato una sigaretta e che dopo dieci anni di stabilimento si ritrovano la polvere nei polmoni.
Coincidenze. E' la risposta degli operai che si sono sentiti opporre dal padre del ministro, Giuseppe Prestigiacomo, fondatore ed amministratore dell'impero della vetroresina. ma a volte le coincidenze sono sospette.
Nella fabbrica della famiglia Prestigiacomo si lavora in condizioni di sicurezza che sono oggetto di una inchiesta della Procura di Siracusa.
il sostituto Maurizio Musco procede per lesioni contro papà Prestigiacomo e altri dirigenti. due dipendenti hanno denunciato la società dopo aver fatto delle analisi ai polmoni. tre mesi fa la Polizia è entrata in ditta riscontrando una seri di violazioni.
Gli operai si feriscono gravemente e muoiono con frequenza inquietante. La settimana scorsa è morto un dipendente di una delle aziende del gruppo cadendo da un traliccio mentre lavorava. pochi mesi prima un altro era rimasto gravemente ferito alla Ved. ma la vicenda più inquietante, finora passata sotto silenzio, è quella delle malformazioni congenite dei bambini.

Tutto comincia nel 1993, quando Sebastiano Guzzardi, un operaio di 36 anni, scopre che suo figlio ha una malformazione congenita dell'uretere che fa tornare i veleni del suo corpo al rene, danneggiandolo. Dopo due operazioni è tornato alla normalità.
Ora ha sette anni e conduce una vita serena, anche se il rene è danneggiato e deve essere soggetto a controlli frequenti. Il suo caso non è isolato.
Tre anni dopo, un collega di Guzzardi, si ritrova nella medesima situazione: suo figlio nasce con una malformazione all'uretere. anche lui ha la febbre e il reflusso urinario. Anche lui è operato a Vicenza. Il tarlo che ronza nella testa dei due papà diviene un rombo un anno dopo. nello stesso reparto della fabbrica, un caposquadra li chiama in disparte e confida: "Mio figlio ha il riflusso dell'uretere". un incubo. Non passa un anno e un altro operaio ha una bambina che gli nasce con la febbre e i problemi alle vie urinarie.
A questo punto, Sebastiano Guzzardi pensa che la misura sia colma.

Cerca una risposta ai suoi dubbi dal padrone, Giuseppe Prestigiacomo, e dalla Asl, ma niente. solo la Cgil lo aiuta e lo fa eleggere rappresentante sindacale in azienda. sempre la Cgil avvia una campagna per migliorare le condizioni di lavoro in fabbrica, ma la famiglia Prestigiacomo non apprezza. Il 14 maggio la Ved spedisce a Sebastiano una lettera minacciosa: "Poichè ravvisamo in tali gratuite e infondate osservazioni del signor Guzzardi un chiaro proposito diffamatorio, stiamo valutando l'ipotesi di una denunzia penale a suo carico".

Eppure la richiesta di comprare gli aspiratori per tutelare i polmoni dei dipendenti non era campata in aria. Dopo le indagini della procura, pochi giorni fa, gli aspiratori sono stati installati. Eppure le sostanze usate per produrre la vetroresina potrebbero avere un legame con le malattie.
Alcuni operai ricordano ad esempio che in fabbrica in passato si usava una sostanza chimica denominata dimetil anilina. La faccenda è delicata, e per capirlo basta sentire una delle massime esperte del settore, la dottoressa Fiorella Belpoggi, ricercatrice della Fondazione Ramazzini di Bologna. "Questo tipo di sotanze pùò causare tumori alle vie urinarie. quanto alle malformazioni della prole. la scienza non ha ancora detto una parola definitiva. sono in corso gli studi sugli animali, tuttavia di fronte a una serie di casi così ravvicinati, non mi sento di escludere una correlazione. Ci vorrrebbe uno studio approfondito". Uno studio che la famiglia Prestigiacomo ha evitato di fare. Sembra che si voglia rimuovere il problema.
L'azienda è arrivata a negare una settimana di ferie, trasformata in cassa integrazione, a un lavoratore che chiedeva di stare vicino al figlio durante l'intervento. Un altro operaio ha avuto due figli nati con alcune dita delle mani attaccate. L'operaio chiese un prestito da trattenere in busta paga per la seconda operazione, ma gli fu opposto un rifiuto. solo grazie a una colletta dei colleghi il bambino è stato operato.

E Stefania Prestigiacomo? Sebastiano Guzzardi, oltre a essere un suo dipendente, è anche cugino di secondo grado. Ma appena la mise a parte del suo dubbio, l'attuale ministro cambiò tono:"Non pensarle nemmeno certe cose. Sai quanti miliardi spendiamo noi per la sicurezza? Il lavoro non c'entra nulla". Nessuno ha certezze in questo campo. ma proprio per questo le istituzioni sanitarie dovrebbero verificare". Eppure nessuno si muove. I Prestigiacomo a Siracusa sono abituati a non rendere conto. gli stabilimenti incriminati in precedenza erano in dotazione alla Sarplast, l'azienda di famiglia fallita nel 1997 perché oltre a non pagare i creditori non seguiva gli ordini del giudice. Al crac è seguita una indagine per bancarotta fraudolenta. secondo i giudici "la società ha compiuto atti diretti a frodare le ragioni dei creditori ed ha occultato l'attivo". Il procuratore capo di Siracusa ha scoperto decine di miliardi finiti alle controllate estere o usati per pagamenti preferenziali alle banche amiche, e ha iscritto nel registro degli indagati una ventina di amministratori. Eppure i Prestigiacomo continuano a lavorare negli stessi locali, con gli stessi macchinari e gli stessi operai, avendo cambiato solo la struttura societaria.

E Stefania? (Più precisamente "E Olivia Stefania?", aggiungiamo noi) Quali responsabilità ha? In qualità di socio di maggioranza relativa alla holding di famiglia (21,5%) è il principale beneficiario della bancarotta ipotizzata dai magistrati, ma non è perseguibile perché non ha incarichi esecutivi. Quanto alle condizioni sanitarie, anche qui non esiste una sua responsabilità diretta. Prima di lasciare l'azienda era un dirigente senza rappresentanza: "Mi occupavo delle forniture, dalla carta igienica alle gru" ha raccontato al "Sole 24 Ore".





Ma Berlusconi ha assegnato il Ministero dell'Ambiente a Stefania Prestigiacomo perché è notorio che questo dicastero rende tutti più buoni. Vi si entra da peccatori (e forse questo è il caso della Prestigiacomo, che proprio tanto attenta all'ambiente non pare, almeno stando a quanto ci dice Marco Lillo) e vi si diventa dei santi.

E' questo il caso di Altero Matteoli, che dal 2001 al 2006 ha ricoperto la carica di Ministro dell'Ambiente (dove sempre i soliti maligni lo avevano ribattezzato Attila in virtù di un pollice non proprio verde, per così dire). Ora Matteoli è stato spostato al Ministero delle Infrastrutture. Sia detto in modo rispettoso, è un po' come passare dal ruolo di ghigliottinato a quello di boia. Ma siamo certi che Matteoli, durante il quinquennio trascorso all'Ambiente, ha acquisito una sensibilità ecologista di primo piano, per cui egli si guarderà dall'invocare cemento ad asfalto ad ogni pie' sospinto, mettendo a tacere i disfattisti. Questo perché il Ministero dell'Ambiente è una sorta di Lourdes laica: altri due mesi e perfino Alfonso Pecoraro Scanio si sarebbe debolscevizzato.

Un altro aspetto lodevole del nuovo Governo Berlusconi sta nell'aver dato la possibilità ad un uomo gravemente ammalato di ricoprire la carica di ministro per le Riforme. In questo modo, il nuovo Presidente del Consiglio fa capire a tutti che i problemi di salute non ci impediscono di rivestire incarichi delicati e difficili. E pazienza se si afferma di avere 300.000 uomini armati a disposizione per fronteggiare eventali proteste di piazza della sinistra. Chi sta male va capito.

Infine, Gianfranco Rotondi. Ebbene sì, anche Gianfranco Rotondi ha avuto un dicastero: quello per l'Attuazione del Programma. Del resto, al leader di un partito prestigioso ed essenziale al dibattito politico come la Democrazia Cristiana per le Autonomie non si poteva non assegnare un posto al sole. E chi se non a quest'uomo dall'eloquio fluente e dallo sguardo penetrante poteva essere affidato il ruolo di vigilare se tutti i ministri eseguano le direttive del Presidente del Consiglio? Diciamocelo francamente: Rotondi è l'uomo giusto al posto giusto, è nato per questo incarico, gli calza addosso come un guanto. E' vero che, stando a come l'ho spiegato io, il ruolo di ministro per l'Attuazione del Programma pare qualcosa che sta a metà tra la perpetua rompicazzo ed il campione europeo di giramento di pollici, ma il tutto dipende dalla mia incapacità di comprendere il funzionamento degli iper-complessi gangli della macchina amministrativa italiana. Ecco, l'aver promosso Rotondi a ministro ci fa capire come il carisma, la competenza e la preparazione siano le componenti essenziali per poter governare un paese difficile come l'Italia. E Berlusconi lo sa bene, del resto nel 2001 aveva promosso Maurizio Gasparri alle Telecomunicazioni.

Ecco perché il Partito Democratico non farà nemmeno l'opposizione. A che cosa servirebbe? Di fronte ad un esecutivo così, non dico a Veltroni, ma a Franceschini sarà di sicuro venuta voglia di fare una fusione con il Pdl.

Attendiamo fiduciosi.