2007.05.01 - Messico (e nuvole)



Da martedì scorso alle donne di Città del Messico è stato concesso il diritto di interrompere volontariamente la gravidanza grazie all’approvazione di un’apposita legge.
L’episcopato messicano ha reagito senza praticamente scomporsi e con stile prettamente oxfordiano si è limitato ad emettere una scomunica nei confronti degli uomini politici che hanno votato la norma, a chi la metterà in atto ed a chi vi ricorrerà. A firmare la scomunica è stata la penna non rancorosa del cardinale Norberto Rivera Carrera.

Chiaramente, se il cardinale Rivera Carrera emette un simile provvedimento è perché dai palazzi del Vaticano c’è un appoggio alla sua politica appena appena antimoderna. Inorridisco quando sento parlare del presunto spirito illuminato di Benedetto XVI e del suo predecessore Giovanni Paolo II. I due hanno rappresentato (e colui il quale è stato causticamente ribattezzato “pastore tedesco” da “il manifesto” rappresenta e rappresenterà) quanto di più reazionario la cultura e le teologia potessero proporre. Persone che hanno voluto la beatificazione di José Maria Escriva de Balaguer (che per il solo fatto di essere stato franchista ed antisemita ispira a qualsiasi persona normodotata un senso di disistima e sicuramente anche qualcosa di molto peggiore) e che hanno pervicacemente stroncato l’opera della Teologia della Liberazione possono essere considerate illuminate né più né meno come un deserto può essere considerato fertile.

Il regresso della Chiesa cattolica ispira a chi scrive disagio e timore. La distanza dai problemi e dalle istanze che emergono dalla società è siderale esattamente come i toni degli alti prelati appaiono velati di una presunzione fuori luogo. Chi scrive non condivide i proiettili inviati al presidente della Cei, Angelo Bagnasco, ma gradirebbe che quest’ultimo parlasse con forme e toni più consoni al proprio ruolo. Anche perché determinate parole non sono meno gravi di certe scritte sui muri.