2007.04.07 - L'albero
Non è stato dato troppo risalto alla notizia dello sradicamento dell’albero
dedicato alla memoria di Peppino Impastato.
Offendere la memoria di Impastato è offendere la parte migliore del paese, quell’Italia dei contadini (per usare la classificazione che Carlo Levi fece ne “L’orologio”) che da sempre si contrappone (con non troppo successo) all’Italia dei luigini. L’Italia che alza la testa e si ribella a sé stessa contro l’Italia del “volemose bbene”, l’Italia degli onesti contro l’Italia dei qualunquisti, l’Italia che cerca di progredire e quella che pare contenta di rimanere nella sua triste melassa.
Non è tanto il gesto idiota che allarma e sdegna, è il silenzio e la disattenzione che ad esso sono seguiti. Sono questi ultimi aspetti che denotano come, malgrado tutto, l’Italia dei contadini sia molto lontana dal riuscire a marginalizzare quella dei luigini. Certo, si dirà, la mafia è fenomeno troppo complesso per essere liquidato in così poche righe. È vero, ma fino a quando esisteranno ministri i quali non loderanno chi combatte la criminalità organizzata ma affermeranno che con la mafia è necessario conviverci (do you remember Lunardi?) ci sarà poco da fare.
Ogni albero, infatti, sarà sradicato poco dopo essere stato piantato.