2007.03.19 - La notizia bella



Da qualche giorno non aggiornavo il mio sito.
Un po’ per motivi di tempo ed un po’ perché non mi andava granché di commentare lo squallore delle vicende quotidiane di questo paese triste ed umiliato.
Non mi sembrava il caso di dare grosso risalto a individui come Fabrizio Corona e Lele Mora anche perché le persone per avere considerazione devono pur compiere qualche atto meritorio, credo. Questi piccoli provinciali alla ricerca dei soldi facili non meritano tempo né parole. Quando qualcuno girerà la pagina del giornale o premerà il tasto del telecomando, di questa gente non rimarrà nulla. Non rimane che sperare che ci si decida presto.


Non sarebbe il caso di sprecare troppo tempo nemmeno con il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, il quale la scorsa settimana ha detto che sarebbe auspicabile sottoporre a test antidroga i ragazzi delle scuole superiori dopo ogni interrogazione. Amato ha prospettato una sorta di antidoping: chi prende un bel voto deve sottoporsi al test. Quando ho sentito la notizia, ho pensato che anche io potrei essere un insegnante di scuola superiore. Se avessi l’opportunità di esserlo, credo che sarei un docente come tutti: felicissimo qualora fossi dinanzi a alunno intelligente, volenteroso e preparato; amareggiato e deluso (frustrato?) dinanzi a uno scolaro che non vuole studiare, che pensa ad altro e che, come si suol dire, scalda il banco. Invece Amato ha cercato di modificare le mie impostazioni mentali. Mi sono immaginato dietro la cattedra intento a chiedere ad un alunno: “Sai dirmi chi era Babeuf?”. Secondo il ministro dell’Interno, se il giovane mi dicesse: “Era colui il quale fu spodestato da Gheddafi alla fine degli anni Sessanta”, oppure “Era l’unico straniero dei Mille di Garibaldi”, o anche “E’ il terzino destro dell’Anderlecht” o addirittura “Che cazzo ne so?!?” io dovrei essere contento in quanto sarei di fronte a un somaro di proporzioni immani ma di retti costumi. Se invece il malcapitato avesse la malaugurata idea di rispondermi che Babeuf era un rivoluzionario francese di fine Settecento, il capo della cosiddetta Rivoluzione degli Eguali, dovrei preoccuparmi immediatamente perché potrei trovarmi di fronte a un cocainomane incallito. Tutti siamo certi che non è necessario sottoporre a test antidroga gli uomini politici quando sparano cazzate mastodontiche, in quanto siamo sicuri che l’idea dell’assunzione di stupefacenti pesanti è lontana dal loro orizzonte mentale, però tutti saremmo contenti di sentire meno discorsi improvvisati da Bar Sport o da sala d’aspetto dell’ambulatorio. Da chi ci rappresenta chiederemmo – a ragion veduta – più preparazione e meno improvvisazione, se non altro per non svilire le istituzioni.

In ogni caso la notizia bella, finalmente, c’è, e ne siamo davvero entusiasti. Dopo giorni di ansia, Daniele Mastrogiacomo è libero. Gli auguriamo di tornare presto alla sua serenità esistenziale. Con molta più cognizione di causa di noi (vista l’esperienza drammatica che ha vissuto) si renderà conto che la vita è bella anche nonostante la mediocrità che avvolge e soffoca il nostro paese.