2007.03.02 – Lucchetti



A Roma è in voga una moda: coppie di fidanzati adolescenti si recano a Ponte Milvio, scrivono i loro nomi su un lucchetto, agganciano quest’ultimo ad un lampione e poi gettano le chiavi nel Tevere.
È un modo di giurarsi amore eterno.
Ne è nata una polemica politica in quanto il centro-sinistra capitolino, raccogliendo le lamentele di alcuni cittadini, pare si sia pronunciato per la rimozione dei lucchetti. Un esponente cittadino di AN, tale Marco Clarke, si è assicurato un posto tra i giganti della storia in quanto, commentando la vicenda, ha testualmente affermato: “La sinistra è contro gli innamorati”. Non mi è dato conoscere le reazioni delle teste d’uovo di Forza Italia ma probabilmente ci sarà stato qualcuno di loro che avrà ricordato come dalla sinistra dei gulag e delle foibe non ci si poteva aspettare che gesti del genere e che a breve Prodi negherà ai giovani anche il petting, l’amicizia, la pizza del sabato sera ed i telefilm culto di Italia 1.

Oggi si scopre che qualcuno (vai a capire chi) di notte ha tolto i lucchetti e li ha gettati non si sa dove. Walter Veltroni (il quale ha una concezione curiosa delle cose importanti: quelle che passa la tv lo sono sempre, le altre un po’ di meno) al Tg3 ha espresso il suo rammarico per l’accaduto. Io non sono così dispiaciuto. Non so perché i giovanissimi possano vedere in un lucchetto chiuso per sempre il simbolo dell’amore. Il lucchetto è un misero simbolo dei nostri tempi, della nostra paura dell’altro, della nostra necessità di proteggere la proprietà (privata), del nostro bisogno di possedere, della nostra bramosia di appropriarsi di qualcosa. Il lucchetto divide dal mondo, il lucchetto nega il dialogo ed il bisogno dello stesso, il lucchetto taglia i ponti con gli altri.

L’amore è invece dialogo, apertura, confronto continuo, reciproca comprensione, rispetto. E, cosa non meno importante, libertà.

So bene che descritto così l’amore è un sentimento estraneo ai nostri tempi e forse proprio per quello che tristemente lo si simboleggia con un lucchetto (che è un po’ come simboleggiare la pace con un pit-bull invece che con la colomba). Ma forse è bene cercare di far capire che stiamo sbagliando tutto, che bisogna avere meno paura di chi proviene da lontano, di chi ci è estraneo, di chi ha una lingua diversa dalla nostra, di chi professa religioni, idee e sessualità che non sono le nostre.

E soprattutto, è bene cercare di far capire che un bacio, una carezza, un fiore non hanno mai fatto male a nessuno.