Mercoledì 10 gennaio la Corte di Cassazione ha deciso con una sua sentenza
che la strage di Ustica non ha colpevoli.
I generali dell’Aeronautica Lamberto Bartolucci e Franco Ferri sono stati
assolti dall’accusa di alto tradimento: il fatto, a detta della Suprema Corte,
non sussiste. Forse non è noto a tutti che il Governo Berlusconi ci aveva
comunque messo del suo depenalizzando alcuni reati militari, tra cui proprio
l’alto tradimento, con un provvedimento che pare cucito proprio su misura per i
due generali (le celebri leggi ad personam di berlusconian style). Non a caso
il Procuratore Generale Luigi Ciampoli ha chiesto che Bartolucci e Ferri
fossero assolti perché l’alto tradimento non costituisce più reato per la
normativa italiana, il che avrebbe lasciato aperta la possibilità di una
riapertura del processo e della concessione di un risarcimento ai parenti delle
vittime della strage. Così, invece, si è fatto calare definitivamente il
sipario su uno degli episodi più oscuri della storia repubblicana. Ottantuno
persone, tanti furono i periti, non avranno mai giustizia. Quegli uomini e
quelle donne, a bordo di un Dc 9 dell’Itavia che da Bologna era diretto a
Palermo – era il 27 giugno 1980 – a quanto dicono le ricostruzioni del giudice
Rosario Priore rimasero vittime di un’azione di guerra: alcuni aerei USA
spararono contro un aereo militare libico (non a caso il 18 luglio 1980 vennero
ritrovati sulla Sila i resti di un Mig del paese di Gheddafi). Tutto questo
avveniva nello spazio aereo italiano (ed i generali dell’Aeronautica sono stati
sospettati di aver insabbiato il tutto non riferendo a chi di dovere quanto
dovevano avere visto quella sera) che evidentemente doveva essere ritenuto una
res publica. Ci passo io, ci passi tu, io ci faccio il porco comodo, io ci
sparo pure. E gli aerei militari USA probabilmente spararono a casaccio
colpendo anche l’aereo dell’Itavia. Roba che il Risiko, a confronto, è una cosa
seria.
Ma per la Cassazione, come peraltro per larga parte dei gradi inferiori della
Magistratura, tutto ciò non sta né in cielo né in terra ed il tutto è stato
trascinato per oltre 26 anni, a supremo scherno di quei corpi carbonizzati e
poi finiti in mare.
Non è successo niente, dunque.
In Italia tutto ciò è normale, basti pensare solo al celebre “malore attivo” di
Giuseppe Pinelli. E questo paese non stupisce nemmeno più. A sostegno delle
vittime di Ustica non si è mosso nessuno, a parte “il manifesto” e pochi altri.
Stiamo tutti facendo l’abitudine all’impunità dei forti, all’arroganza dei
privilegiati, alla tracotanza dei corrotti.
La verità è che, forse, almeno moralmente siamo un po’ colpevoli anche noi.