2006.12.28 - Malati_002



Fausto Bertinotti si è operato per l’asportazione della prostata.
“Il Sole – 24 ore” ci informa coscienziosamente che la diagnosi del Presidente della Camera è di ipertrofia prostatica benigna.
Chi scrive, e questa è una premessa doverosa, non nasconde né una certa simpatia né una certa affinità intellettuale con Bertinotti. Eppure questa storia dell’intervento chirurgico lascia perplessi. Va detto che un uomo politico il quale sceglie di programmare il suo ingresso all’ospedale durante le ferie natalizie è una persona che dimostra un encomiabile senso del dovere ed un notevole attaccamento alle istituzioni. Sarebbe infatti stato più facile operarsi ai primi di dicembre (quando già la malattia era palese) e poi trascorrere le festività in serenità invece di lavorare tutto il mese ed optare per il ricovero alla vigilia di Capodanno. Per cui credo si debba fare un plauso sia a Fausto Bertinotti che al Ministro dell’Interno, Giuliano Amato, il quale ha fatto la medesima cosa ed ha programmato un intervento di angioplastica nello stesso giorno di Bertinotti. Però, mentre Giuliano Amato si è fatto operare in un ospedale pubblico, il comunista Fausto Bertinotti ha scelto di ricoverarsi in una clinica privata capitolina famosa per il suo lusso e per l’elevato costo delle sue rette di degenza.

Ora, secondo me chi riveste ruoli istituzionali avrebbe il dovere di mostrarsi sempre più “uguale” degli altri. Eccedere nell’ostentazione di un privilegio (e ricoverarsi nella clinica dove Bertinotti è stato operato è un privilegio per poche persone che, peraltro, non credo appartengano ai simpatizzanti del PRC) è qualcosa che, con tutta la buona volontà di questo mondo, risulta difficile definire diversamente da odioso. Se poi a farlo è un comunista, all’odiosità va aggiunta anche un po’ di incoerenza, specie considerando che un intervento alla prostata è effettuato in qualsiasi ospedale pubblico italiano e che sarebbe anche ora di entrare in un ordine di idee ben preciso: qualsiasi cosa si dica, la sanità pubblica italiana è assai migliore di quella privata (e chi scrive crede di avere i titoli per poter affermare una cosa del genere senza poter essere smentito).

Che Berlusconi vada ad operarsi negli USA ci lascia indifferenti. Da una persona del genere non ci si poteva aspettare nulla di diverso. Che Bertinotti scelga una clinica privata super-lusso per operarsi alla prostata francamente ci lascia invece un po’ delusi. Lungi da noi ogni tentazione demagogica e populistica, ma ci sono cose che un comunista (in quanto uomo di superiore moralità, per usare concetti berlingueriani) non dovrebbe mai sentirsi in diritto di permettersi. Quella di sentirsi diverso dai propri elettori mi pare decisamente la più rilevante di esse.