2006.12.24 - Morire un'altra volta
Piergiorgio Welby è morto.
Sulle modalità del suo decesso indaga la Magistratura ed in questo momento
non si può aggiungere nulla. Che sia eutanasia o meno, morte illegale o no,
poco cambia.
L’uomo merita profondo rispetto. È fuori dall’orizzonte mentale di noi
fortunati l’idea di dover vivere due terzi della propria esistenza con una
malattia invalidante, degenerativa ed incurabile la quale porta l’uomo a
perdere ogni facoltà motoria, compresa quella di respirare. Quando ci si trova
davanti a situazioni come queste non si può che tacere ed osservare con
deferenza.Invece non ha taciuto nessuno e meno che mai Welby è stato rispettato. Una larga parte del mondo politico italiano ha blaterato e cianciato a vuoto. Ma mentre Welby chiedeva che gli fosse riconosciuto il diritto (che in sé mi sembra elementare) di poter porre fine alla sua esistenza in modo sereno, evitando sofferenze inutili, il Parlamento opponeva il suo silenzio indifferente, il suo gelido mutismo. A nulla serviva la ferma esortazione rivolta da Giorgio Napolitano alle Camere affinché queste discutessero del tema dell’eutanasia. Silenzio di tomba. Silenzio che uccide più della distrofia muscolare.
Welby aveva chiesto che alla fine della sua esistenza fosse seguito un funerale religioso. Gli è stato negato anche questo. Pare che un uomo possa uccidere, sterminare, violentare e, nonostante ciò, essere perdonato dalla Chiesa. Ne siamo contenti. Ma se invece un uomo invoca il diritto a veder finita in anticipo un’esistenza – la propria – che è ormai diventata solo inutile ed irrimediabile fonte di sofferenza, egli è una persona non meritevole dei conforti religiosi. Mi sfugge il perché di tutto questo, ma credo che ciò dipenda dal fatto che prese di posizioni come quelle di Welby vengono recepite dal Vaticano come atti di disobbedienza e di ribellione. E si sa che la Chiesa cattolica, analogamente a tutte le altre religioni, non tollera chi si pone fuori dalle leggi ecclesiastiche. La religione non scherza, non ragiona, non comprende. Questo è molto triste (anche se ogni non credente vede rafforzate da atti come questi le proprie convinzioni). L’arretratezza culturale ed il reazionarismo della Chiesa romana spaventano. Il perdono è l’essenza della cultura cattolica e se a non concederlo è proprio Ratzinger occorre rendersi conto che qualcosa non torna. E che tutto ciò ha fatto morire Welby un’altra volta.
Avendo coscienza, si dovrebbe provare un minimo di rimorso.
PS: Non c’entra nulla, ma oggi è stato arrestato il prode Mario Scaramella. Tra le accuse a suo carico vi è quella non proprio simpatica di traffico di armi. Si è già detto della ridicolezza del personaggio nonché del contesto attorno a lui e non vi si ritornerà sopra in questa sede. Tuttavia, ci si chiede solo una cosa: ma perché Paolo Guzzanti, che di Scaramella è stato l’”inventore”, non ritiene opportuno dimettersi da senatore della Repubblica? Un sussulto di decenza gli consentirebbe finalmente di fare una discreta figura.