2006.11.29 - La società dello spettacolo



Domenica l'onorevole Silvio Berlusconi si è sentito male.
Stava tenendo un comizio di fronte ai giovani militanti di Forza Italia a Montecatini.
Ho rivisto le immagini dell'accaduto sui telegiornali Rai della sera. Berlusconi, già piuttosto pallido per problemi di salute pregressi, sbiancava sempre di più. Il suo eloquio, solitamente incalzante e suadente, era incerto e si faceva via via più stentato fino a che le forze gli venivano totalmente a mancare. Malgrado ciò, la grande tenacia dell'uomo lo faceva aggrappare con forza alla struttura del palco e ci voleva l’intervento delle guardie del corpo per fargli mollare la presa e consentire così ai primi soccorritori di intervenire.

Erano immagini forti, capaci di turbare chiunque. Tuttavia, come sempre quando si parla del leader di Forza Italia, si trattava di un evento unico, personalizzato, irriproducibile. Mi spiego meglio: può capitare a qualsiasi leader politico di avere un malore mentre sta tenendo un comizio, eppure, se ciò accadesse, il medesimo evento in termini medici non sarebbe lo stesso in termini di riproducibilità mediatica. Non potrebbe che avere un impatto inferiore.

Merito di tutto ciò non è tanto il grande carisma personale di Silvio Berlusconi, bensì è frutto del suo carisma indotto, vale a dire quello che gli deriva dal possedere un impero multimediale. L'uomo esiste in ragione delle sue tv, le alimenta con la sua immagine (che sa gestire con indiscutibile maestria) e ne riceve quotidianamente nuova forza, nuovo consenso. Ogni sua scelta, prima che politica, è di immagine. Addirittura, potremmo definire la sua politica come "catodica". Il trucco, i capelli finti e tinti, i lifting, le scarpe con i rialzi interni, la felpa della domenica, le riprese dei comizi affidate esclusivamente a un'impresa tv di fiducia, tutto concorre ad alimentare il mito della perfezione, l'idea di trovarsi di fronte ad un uomo invincibile ed eterno. Ciò spiega perché i fedelissimi Carlo Rossella ed Emilio Fede abbiano deciso di non trasmettere nei loro notiziari le immagini di Berlusconi che perdeva i sensi. Essi avevano pensato che quel filmato avrebbe trasmesso al pubblico un Berlusconi umano, non semi-divino. Un Berlusconi quindi fallibile, imperfetto e, toccando ferro, mortale. Uno come gli altri, come Fini, Casini e gli odiati Prodi e D'Alema. Invece Berlusconi ha dimostrato di essere più abile di loro: ricoverato al San Raffaele, ha saputo creare attorno a sé l'evento. Uscendo oggi dall'ospedale e prima di salire a casa della mamma si è presentato davanti alle telecamere per dire che egli il 2 dicembre sarà in piazza a Roma con la CdL (Casini escluso) a guidare la manifestazione anti-Prodi. Così comportandosi, Berlusconi ha ottenuto tre risultati. Il primo è che egli ha dimostrato di essere pressoché immortale (o di saper resuscitare, il che non è poco) agli occhi della gente, il che significa che il leader della CdL non può che essere lui, con tanti saluti (nemmeno romani) a Fini. Il secondo è che egli ha dimostrato di saper usare i media assai meglio dei suoi protetti Rossella e Fede. Il terzo è che la manifestazione della CdL prevista per il 2 dicembre, della quale si stava parlando solo perché Casini ed i suoi non vi avrebbero partecipato alimentando così l'idea di un centro-destra in via di progressivo disfacimento, diverrà un appuntamento da non perdere in quanto ci sarà da vedere il leader catodicamente risorto; insomma, da un mezzo flop annunciato ad un momento di riscossa per Forza Italia.

Si obietterà che tutto questo non è politica, ma pura società dello spettacolo.

Non abbiatevene a male se vi si risponderà che ve ne siete accorti tardi.