2006.11.24 – Agricoltura
Non ho mai capito
il motivo per il quale siamo soliti definire le persone incapaci come “braccia
rubate all’agricoltura”.
O meglio, l’ho
sostanzialmente capito, ma non ho mai compreso la ragione per cui gli
agricoltori debbano essere considerati lavoratori di serie B, inetti tutto
fisico e niente cervello.
Oggi leggevo un articolo sul sito internet de “la Repubblica”. Lo riporto
integralmente (1):Il quotidiano titola in prima pagina "Il ministro vuole l'eutanasia per legge"
Ma si tratta di un errore con Maurizio Turco, deputato della Rosa nel pugno
Gaffe del Giornale, il direttore chiede scusa ma a Livia Turco non basta: "Dimettiti"
Maurizio Belpietro ha ammesso lo sbaglio, ma attacca: "Grave se la politica interferisce con la stampa"
ROMA - Confondere Maurizio con Livia è stato fatale al direttore de Il Giornale Maurizio Belpietro. Oggi il quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi titola "La Turco vuole l'eutanasia per legge". Il "Turco" in questione non è però Livia, il ministro Ds della Salute, ma Maurizio, parlamentare della Rosa nel Pugno.
"Mi scuso con il ministro Livia Turco - ha ammesso Belpietro - è stato un errore, un errore grave, per cui porgo le scuse mie personali e del giornale al ministro Livia Turco. Resta tuttavia il problema di una proposta di legge della maggioranza che intende introdurre non solo il testamento biologico, ma anche l'eutanasia".
Le scuse del direttore del Giornale non sono bastate però al ministro, che annuncia querele. "Sono indignata e scandalizzata di quanto accaduto - ha commentato Livia Turco - Evidentemente la bramosia di infangare colui che si ritiene l'avversario politico del momento è tale da offuscare addirittura la vista e la capacità di leggere i nomi e cognomi delle persone e la loro qualifica istituzionale". "Scopriamo così - prosegue - che il direttore de Il Giornale Maurizio Belpietro e i suoi redattori non sanno che sono senatrice, che in qualità di membro del Governo non firmo proposte parlamentari".
"Sulle pagine di quel giornale - si è lamentata ancora la responsabile della Salute - ho letto molte volte appelli per le mie dimissioni richieste dal centro destra, evidentemente infastidito da un ministro che non fa proclami ma cerca di affrontare giorno per giorno i problemi della sanità italiana con tenacia e convinzione sinceri. Se un briciolo di pudore e di onore professionale aleggiasse ancora nella coscienza di Belpietro - ha concluso Livia Turco - oggi gli si presenterebbe una sola scelta: quella di firmare la lettera di dimissioni, che in ogni caso non eviterà a lui e al suo editore di rispondere in sede giudiziaria di quanto accaduto."
Ma il direttore del Giornale non ha nessuna intenzione di andare oltre ciò che ha già fatto. "Sono stato il primo a chiedere scusa, stamattina, pubblicamente e privatamente al ministro - ha ricordato Belpietro - Trovo però singolare - ha aggiunto - che chieda le mie dimissioni: quelle di un direttore di giornale, semmai, le chiedono gli editori. Le ingerenze del mondo politico nella gestione dei giornali sono gravi".
Una volta i giornalisti si occupavano di verificare le fonti e di documentarsi prima di scrivere. Al quotidiano diretto da Belpietro, invece, pare che questa buona abitudine l’abbiano persa. In realtà, a giudicare dal tono dei titoli, non è che “Il Giornale” abbia brillato in questi ultimi anni per scoop azzeccati. Si ricordano campagne di stampa condotte su documenti e personaggi non propriamente attendibili come il dossier Mithrokin, Igor Marini e similari. Tuttavia, una gaffe come quella odierna il simpatico Belpietro non l’aveva mai commessa. Bastava cliccare su internet e ci si sarebbe accorti che il ministro Livia Turco, malgrado il suo sviscerato amore per il bolscevismo, non ha mai firmato alcuna proposta di legge sull’eutanasia. È stato un suo omonimo a farlo.
Livia Turco ha chiesto le dimissioni di Belpietro, ma mi pare una cosa eccessiva. Avrebbe fatto bene a ricordare a Belpietro una vecchissima trasmissione della Rai bernabeiana, “Non è mai troppo tardi”. Per che cosa? Per imparare a fare il giornalista, ovviamente.
Qualora Belpietro volesse dimettersi e ritirarsi in campagna, un consiglio: non lo faccia. C’è una frase storica di Luigi Barzini: “Fare il giornalista? Sempre meglio che lavorare”. Credo faccia al suo caso.
NOTE
(1): Da http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/politica/turco-belpietro/turco-belpietro/turco-belpietro.html