2006.11.21 - Rispetto per l'arte
Alla fine lo ha fatto.
Per la verità non siamo alla fine, siamo solo all’inizio, comunque lo ha
fatto lo stesso.
Chi?
Carlo Fatuzzo, il segretario del Partito dei Pensionati. 340.000 voti
all’attivo, nessun seggio in Parlamento.Chi?
Aveva dato il suo appoggio (cosa curiosa quando si parla di pensionati, i quali, nella evidentemente idea oleografica che ne abbiamo noi uomini del popolo, di appoggi e bastoni hanno bisogno) a Romano Prodi ed al fronte progressista in campagna elettorale.
Ieri, la storica decisione annunciata in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati (che, sia detto per inciso, è un luogo molto più aperto e popolare di quanto non si creda. Se ci è andato Fatuzzo che non ha nemmeno un seggio a tenere una conferenza stampa perché non potrei andarci io con tre o quattro amici a fare un pic-nic, a parlare dei mondiali di pallavolo o a presentare una gagliarda retrospettiva su Joe D’Amato?): con toni roboanti, consoni dunque alla sacralità del luogo e dell’evento, egli ha annunciato che il Partito dei Pensionati abbandona Prodi e passa nella CdL. “Non abbiamo parlamentari, ma i nostri voti hanno un significato giuridico e politico ed abbiamo capito che il centrosinistra consegnerà ai pensionati un futuro di miseria”. Ed ancora: “Da aprile non ho più sentito Prodi ed ancora lo aspetto... Ma non sono certo io a dover chiamare chicchessia” ha maschiamente chiosato il De Gaulle della geriatria sottolineando che almeno il centro-destra non aveva mai messo le mani in tasca ai pensionati.
A dare manforte a Fatuzzo vi erano due giganti del pensiero quali Fabrizio Cicchitto (tessera n°2.232 della loggia massonica P2) ed Antonio Tajani. Quest’ultimo si distingueva per la solennità con cui sottolineava l’evento: “Con il passaggio di Fatuzzo al centro-destra il partito dei pensionati ribalta la situazione numerica” nel paese a favore della CdL.
Se Woody Allen sapesse la cosa, si renderebbe conto che ogni sua invenzione cinematografica è assoluta nullità di fronte a fatti del genere e si ritirerebbe a vita privata.
Cerchiamo di avere rispetto per l’arte. Non facciamoci riconoscere all’estero.