2012.02.17 - Peccato solo per le monetine


Esattamente venti anni fa veniva arrestato Mario Chiesa. Cominciò così la cosiddetta operazione “Mani pulite” e l’Italia ebbe così la conferma di quello che sempre si era saputo, ma mai era stato provato: eravamo governati da una massa di farabutti.

Ci sono persone che nutrono un sentimento di nostalgia verso quegli anni. Tristi vedovelle di Craxi, Andreotti e Forlani li piangono un giorno sì e l’altro pure, spesso su pamphlet insipidi e mendaci, esaltandone le eroiche gesta.

Tralasciando i due democristiani, la realtà è che Craxi (che degli anni Ottanta è simbolo) fu un politico incapace e immorale, oltre che un delinquente (questo non in senso politico, bensì sotto il profilo tecnico e penale, in quanto un condannato in via definitiva è incontestabilmente un delinquente). Esaltò l’individualismo più fanatico, il disprezzo per le regole e per i valori democratici, l’arricchimento privo di scrupoli, e parallelamente irrise l’onestà come valore anti-moderno, la capacità e la preparazione come doti superflue, la legge come fardello.

Craxi fu l’equivalente italiano, con contorni ovviamente molto più ridicoli e pacchiani, di quello che furono Reagan negli Usa e Thatcher nel Regno Unito. Un anti-comunista spocchioso e greve, intellettualmente misero, il vero responsabile dei guai italiani che ancora oggi scontiamo, a partire dal debito pubblico fuori controllo. Una sciagura, insomma, per di più provvista pure di cognato altrettanto malvivente (è proprio vero che le disgrazie non vengono mai sole) condannato in via definitiva a quattro anni e mezzo di carcere.

Tangentopoli doveva essere una rivoluzione politica e morale della nazione, invece da essa è scaturito il trionfo dei disonesti (curiosa la storia, eh?). Invece di passare a un governo dei probi e dei capaci ne sono usciti trionfatori Berlusconi, il suo inseparabile codazzo di avvocati stakanovisti e di altrettanto infaticabili e abili fellatrici, la Lega Nord e Fini, a dimostrazione della giustezza delle teorie dell’entropia e della degenerazione politico-antropologica degli italiani tutti, sinistra compresa.
Una rivoluzione da cui sono usciti vincitori i controrivoluzionari, un’occasione straordinariamente abortita (ma del resto, a sinistra erano gli anni di Occhetto, il quale stava e sta alla politica come Elisabetta Canalis sta alla cultura), un enorme sketch di Scherzi a parte. Oggi si ruba come e più di allora, le malversazioni sono all’ordine del giorno, non ci sono più Pietro Longo e Vincenza Bono Parrino ma sono stati rimpiazzati da Gianfranco Rotondi e Daniela Santanché.

È sopravvissuta la satira (sotto potete vedere una straordinaria prima pagina di “Cuore”), a testimonianza che abbiamo perso, ma ci siamo divertiti.

Peccato solo per le monetine tirate a Bettino Craxi.

Non ci sono mai state restituite.